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Mozart comunista?!

Diceva Voltaire: "Calunnia, calunnia, qualcosa rimarrà"...

Leggo sul Corriere nazionale (appena trovo il link lo collego al post) che Liberazione, quotidiano di RC, ha definito Mozart "proprio comunista no, ma che fosse un progressista radicale questo è sicuro".
Cari i miei sinistrorsi... stavolta i "pifferai magici" siete voi. Fareste bene a leggere e a studiare la storia... ma quella vera, non quella che spiaccicate sui vostri fetidi libri (Garibaldi eroe dei due mondi... che balla! O la presa della Bastilglia, più che di presa si può parlare di porta aperta, casomai. Vedasi pure il caso "breccia di Porta Pia"... dove di breccia in verità c'è poco niente).
Mozart non era nemmeno un "protosocialista" come afferma Fabio Vacchi, compositore di un melologo dal titolo "La giusta armonia"... in pratica un monologo in cui l'attore recita un lunghissimo "voremose bene" intervallato da commenti musicali giusto per non annoiare i presenti.

Mozart era un genio. Un genio spendaccione e mondano (non a caso è la personificazione del tipo 7 dell'enneagramma). Un genio che per evitare che nella sua saccoccia comparissero le ragnatele aveva bisogno di amicizie potenti e di sostenitori dall'alto. E dunque nel 1784 viene iniziato in una loggia massonica. Mozart vi aderiva come si entra in un club elitario che proclama ideali filantropici e umanistici. Lui non professava certo dottrine gnostiche, eretiche, né culti empi, né aveva idee giacobine e anticlericali.
In verità era profondamente convinto della fede cattolica, e con questo non intendo negare che sicuramente nutriva per taluni prelati sentimenti di antipatia... ma questo non giustifica il prenderlo per la collottola e trascinarlo nel girone degli anticlericali.

Diceva Voltaire: "Calunnia, calunnia, qualcosa rimarrà"...
Cari i miei rosso-malpelo, non toccatemi il genio!

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