Come dicevo al termine della puntata precedente, la giornata è iniziata con il bip-bip della mitica tattasveglia, la quale ha buttato giù dalla branda il tatta dopo BEN un'ora e un quarto di sonno! Io e Mark invece abbiamo ronfato per ben sette ore e mezza, praticamente un'eternità! Colazione a base di the e... biscotti "Digestive"... niente pane e nemmeno panettone perchè il primo era finito, il secondo ci dispiaceva non lasciarne nemmeno una briciola per gli altri della red house, d'altra parte loro non proveranno mai più il panettone in vita loro! "Mi raccomando, non perdiamoci via come ieri mattina che per un soffio abbiamo perso il bus!" e per un soffio il bus riusciamo a prenderlo! Destinazione: Hillerød, un paesino (simile a Refrath, you remember?) di 37.000 abitanti a 30 minuti da Copenhagen conosciuto per il "Frederiksborg Slot", il castello iniziato attorno al '600 dal re Federico II. L'edificio (ben visibile anche attraverso Google Maps) ha subìto nel 1859 una pesante ricostruzione dopo un incendio L'interno dello stupendo palazzo oggi è un museo contenente tutto l'arredo delle varie epoche del soggiorno regale, si parte dal seicento fino ad arrivare a mobili della fine dell'ottocento. All'ultimo piano si trova una galleria di quadri del novecento, principalmente raffiguranti personaggi che hanno avuto a che fare con la storia dei regnanti del secolo scorso (giornalisti, scrittori, musicisti) ed episodi della storia danese contemporanea. Veramente incredibile il parco del castello e in particolare il giardino, degno della Floricoltura Corti :-)
Altro particolare curioso, nella sala delle udienze al secondo piano del castello, appena entrati sulla destra c'è una botola aperta, circondata da transenne. Guardiamo nella botola e vediamo una... sedia con un ripiano di legno per appoggiare i piedi, il tutto montato su quattro guide di legno! Quell'arnese è un proto-ascensore fatto costruire da re Non-mi-ricordo-il-nome che essendo debole di gambe faticava a fare le scale, per cui si è fatto fare l'ascensore! E' un ingegnoso sistema tutto in legno ancora oggi funzionante!
Che il tempo da quelle parti sia tiranno si sa... ma non credevo così bastardo dentro! Fino all'una di pomeriggio il sole ci ha accompagnato durante tutta la visita al castello (e sottolineo all'interno del castello)... usciti, ha cominciato a diluviare nella maniera più infame... uno scroscio, poi nulla, un altro scroscio, poi ancora nulla, e poi la secchiata d'acqua conclusiva fino alla stazione dove oltre al treno abbiamo preso un cibo tipico danese: panino preconfezionato con pollo, peperoni, insalata e maionese... un toccasana per stomaci già provati all'esperienza del burger king!
Abbandoniamo Tatta alla stazione di Lyngby e mentre lui, bicimunito, si dirige al DTU per terminare il progetto di Air Pollution, io e Mark facciamo una capatina a København per visitare il quartiere di Christiania, sull'isola di Christhavn. Al contrario di quanto possa richiamare il nome, c'è ben poco di "cristiano" in quel quartiere: negli anni '70 un gruppo di hippie occupa dei vecchi edifici militari abbandonati, e da quel momento il governo non è piu riuscito a scacciare gli scomodi abitanti, i quali non pagano le tasse, vivono in uno status semi-legale di accordi ed espedienti con il governo danese e nella via principale spacciano l'hashish come se fosse prezzemolo. Io e Mark [da buoni ingegneri] avremmo voluto entrare: corre un mito che gli abitanti del quartiere vivano in modo completamente ecologico, abbiano degli strani mezzi di trasporto e siano praticamente autonomi rispetto a tutto il resto del mondo, ma viste le facce di alcuni passanti che entravano e uscivano dal quartiere abbiamo ritenuto che la nostra incolumità fisica fosse al sicuro solamente lontani da quel tugurio! Comunque l'isola di Christhavn (letteralmente porto di Cristiano, uno dei regnanti passati) è molto caratteristica, con le facciate delle case molto colorate e un nugolo di navi di ogni sorta di età e dimensione attraccate al porto. Facciamo un salto sotto la piazza principale, dove si può prendere la metropolitana, simile a quella costruita a Torino per le Olimpiadi, è un gioiello tecnologico driver-less costruito dall'italiana Ansaldo Finmeccanica.
In Danimarca in questo periodo il sole tramonta prestissimo: sorge attorno alle 7.30 e alle 16 è già buio, quindi salutiamo Copenhagen by night e ci dirigiamo all'edificio 101 della DTU, dove Tatta ci aspetta in biblioteca. Il posto è veramente spettacolare: è un enorme open space di più piani, al piano terreno c'è un'area relax arredata con tavolini e divanetti (e c'è pure una scacchiera gigante), al primo piano un'area studio immensa, centinaia di pc collegati ad internet, al terzo piano credo uffici e al soffitto della tromba delle scale sono appesi un aereo bielica (credo a grandezza reale) e il modellino di un satellite! Terminata la visita alla biblioteca (e concluso il pomeriggio di studio di Tatta) torniamo verso casa: Garret sta preparando un ottimo burrito e arriviamo giusti in tempo per iniziare a mangiare! Siamo veramente stanchi, quindi la serata termina con il caffè (solubile...bleah!), l'immancabile Genepì e l'adorato sacco a pelo!
Altro particolare curioso, nella sala delle udienze al secondo piano del castello, appena entrati sulla destra c'è una botola aperta, circondata da transenne. Guardiamo nella botola e vediamo una... sedia con un ripiano di legno per appoggiare i piedi, il tutto montato su quattro guide di legno! Quell'arnese è un proto-ascensore fatto costruire da re Non-mi-ricordo-il-nome che essendo debole di gambe faticava a fare le scale, per cui si è fatto fare l'ascensore! E' un ingegnoso sistema tutto in legno ancora oggi funzionante!
Che il tempo da quelle parti sia tiranno si sa... ma non credevo così bastardo dentro! Fino all'una di pomeriggio il sole ci ha accompagnato durante tutta la visita al castello (e sottolineo all'interno del castello)... usciti, ha cominciato a diluviare nella maniera più infame... uno scroscio, poi nulla, un altro scroscio, poi ancora nulla, e poi la secchiata d'acqua conclusiva fino alla stazione dove oltre al treno abbiamo preso un cibo tipico danese: panino preconfezionato con pollo, peperoni, insalata e maionese... un toccasana per stomaci già provati all'esperienza del burger king!
Abbandoniamo Tatta alla stazione di Lyngby e mentre lui, bicimunito, si dirige al DTU per terminare il progetto di Air Pollution, io e Mark facciamo una capatina a København per visitare il quartiere di Christiania, sull'isola di Christhavn. Al contrario di quanto possa richiamare il nome, c'è ben poco di "cristiano" in quel quartiere: negli anni '70 un gruppo di hippie occupa dei vecchi edifici militari abbandonati, e da quel momento il governo non è piu riuscito a scacciare gli scomodi abitanti, i quali non pagano le tasse, vivono in uno status semi-legale di accordi ed espedienti con il governo danese e nella via principale spacciano l'hashish come se fosse prezzemolo. Io e Mark [da buoni ingegneri] avremmo voluto entrare: corre un mito che gli abitanti del quartiere vivano in modo completamente ecologico, abbiano degli strani mezzi di trasporto e siano praticamente autonomi rispetto a tutto il resto del mondo, ma viste le facce di alcuni passanti che entravano e uscivano dal quartiere abbiamo ritenuto che la nostra incolumità fisica fosse al sicuro solamente lontani da quel tugurio! Comunque l'isola di Christhavn (letteralmente porto di Cristiano, uno dei regnanti passati) è molto caratteristica, con le facciate delle case molto colorate e un nugolo di navi di ogni sorta di età e dimensione attraccate al porto. Facciamo un salto sotto la piazza principale, dove si può prendere la metropolitana, simile a quella costruita a Torino per le Olimpiadi, è un gioiello tecnologico driver-less costruito dall'italiana Ansaldo Finmeccanica.
In Danimarca in questo periodo il sole tramonta prestissimo: sorge attorno alle 7.30 e alle 16 è già buio, quindi salutiamo Copenhagen by night e ci dirigiamo all'edificio 101 della DTU, dove Tatta ci aspetta in biblioteca. Il posto è veramente spettacolare: è un enorme open space di più piani, al piano terreno c'è un'area relax arredata con tavolini e divanetti (e c'è pure una scacchiera gigante), al primo piano un'area studio immensa, centinaia di pc collegati ad internet, al terzo piano credo uffici e al soffitto della tromba delle scale sono appesi un aereo bielica (credo a grandezza reale) e il modellino di un satellite! Terminata la visita alla biblioteca (e concluso il pomeriggio di studio di Tatta) torniamo verso casa: Garret sta preparando un ottimo burrito e arriviamo giusti in tempo per iniziare a mangiare! Siamo veramente stanchi, quindi la serata termina con il caffè (solubile...bleah!), l'immancabile Genepì e l'adorato sacco a pelo!
Etichette: Viaggi e Vacanze




Bene, bene...cmq alla faccia del paesino 37.000 abitanti! quasi un terzo di como e tre volte olgiate!
Cmq io sarei entrato nel quartiere hippie!!!! è cmq esperienza e bagaglio culturale.......Ihih...
va beh ti ho visto ieri a messa e hai raccontato unpò di cose......
ah una cosa.....sai che stavo pensando..parè drezzo e gironico sono ben grandi come superificie.....sei sicuro che il DTU si estenda su tale superficie???
Sinceramente intendevo come ai tre paesi come somma dei tre centri abitati, non stavo contando tutti i territori (come salvadonica, prévela...). Però è comunque un posto molto grande, decisamente più di tre volte della sede di leonardo o del Campus di Bovisa. Qui si può vedere il territorio del DTU