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Necrologio per Stalin: 'Torna che ti perdoniamo'

Leggendo un'ansa non so se ridere o rimanere inebetito per l'ignoranza che domina, regna sovrana e continua a trovare adepti alla sua dottrina. La notizia era la seguente:
NECROLOGIO PER STALIN: 'TORNA CHE TI PERDONIAMO'
UDINE - "Torna ke ti perdonin" (Torna che ti perdoniamo): così un anonimo udinese, sul Messaggero Veneto, ha voluto ricordare il 54/mo anniversario della morte di Iosip Vissarionovic Dijugashvili, meglio conosciuto come Stalin.
Il dittatore sovietico, infatti, morì il 5 marzo 1953, all' età di 74 anni. Nel necrologio l' anonimo estimatore del 'padre di tutte le Russie' ha ricordato la data di nascita del dittatore, il 1879, e una delle tanti definizioni di Stalin, 'Sol-Invictus'. Poi la scritta, con la grafia slang dei giovani o quella che viene usata per i messaggi Sms, "Torna ke ti perdonin".
Siccome il messaggio ha un-certo-non-so-che di grottesco, di squilibrato, ho recuperato subito alcuni stralci dal libro Arcipelago Gulag, di Aleksandr Solzenicyn. Nel capitolo X l'autore riporta una serie di casi tragicomici per cui si veniva arrestati secondo l' "articolo 58" (quello per cui qualsiasi minuscola cosa è sufficiente per dare dieci anni di carcere ai "controrivoluzionari").
Un sarto, per non perdere un ago, lo puntò nel giornale appeso al muro, combinazione proprio nell'occhio di Kaganovic'. Un cliente lo vide: art. 58, dieci anni (terrorismo).
Una commessa, accettando la merce dallo spedizioniere, la segnava su un foglio di giornale non avendo altra carta. Il numero dei pezzi di sapone capita sulla fronte del compagno Stalin. Art. 58, dieci anni.
Il trattorista della stazione trattori di Znamensk fodera una scarpa consunta con un volantino sulle elezioni al Soviet supremo, la donna delle pulizie ne scopre la mancanza (era responsabile per quei volantini) e lo trova. ACR, agitazione controrivoluzionaria, dieci anni.
Il direttore di un circolo rurale va con un suo guardiano a comprare un busto del compagno Stalin. Lo compra. Il busto è grande, pesa. Bisognerebbe metterlo su una "barella", portarla in due, ma la sua posizione di direttore non glielo permette: "Ce la farai tu, in qualche modo". E se ne va avanti. Il vecchio guardiano per parecchio tempo non ci riesce. Prova a prendere il busto sotto il braccio, e' troppo grande. Prova a portarlo davanti a sè, gli spezza la schiena, piegandolo all'indietro. Finalmente, un'idea: si toglie la cintura, ne fa un cappio al collo di Stalin e lo porta così in spalla attraverso il villaggio. Qui non ci sono dubbi, il caso è chiaro: art. 58-8, terrorismo, dieci anni.
Un marinaio vende a un inglese un accendino «Katiuscia» (uno stoppino in un tubetto e un acciarino), come souvenir, per una sterlina. Menomazione del prestigio della Patria, art. 58, dieci anni.
Un pastore irritato dà della «p... da kolchoz» a una vacca indocile: art. 58, condannato.
Ella Svirskaja canta durante una serata di dilettanti uno stornello appena appena allusivo: questa è ribellione vera e propria! Art. 58, dieci anni.
Un carpentiere sordomuto, si prende anche lui una condanna per agitazione controrivoluzionaria. Com'è possibile? Lavora all'impiantito di un circolo. Hanno portato tutto fuori dalla grande sala, non c'è un attaccapanni, nemmeno un gancio. Mentre lavora, butta la giacca e il berretto su un busto di Lenin. Qualcuno entra, lo vede. Art. 58, dieci anni" (Vol. II, p. 298-299).
Dei ragazzi che si rincorrevano nel circolo, lottando, con la schiena strapparono un manifesto dalla parete. I due ragazzi maggiori ebbero pene detentive in base all'art. 58. (Con l'Ukaz del 1935 i ragazzi possono essere tradotti in giudizio e condannati in base al Codice Penale dall'età di 12 anni!) Furono condannati anche i genitori, perchè sarebbero stati loro a sobillarli.
Uno scolaro sedicenne, dei Ciuvasci, fece un errore di russo, lingua non sua, in uno slogan del giornale murale. Art. 58, cinque anni.
Nell'ufficio di ragioneria di un'azienda statale era appeso lo slogan: «La vita è diventata più bella, la vita è diventata più allegra» (Stalin). Qualcuno aggiunse con la matita rossa «per», cioè la vita è diventata più allegra per Stalin. Non si cercò il colpevole, fu messo dentro tutto il personale dell'ufficio.
[...] Irina Tucinskaja (fidanzata del figlio di Sofronitskij) fu arrestata mentre usciva di chiesa (si intendeva mettere dentro l'intera famiglia) e accusata «di aver pregato per la morte di Stalin» (chi poteva aver sentito quella preghiera?!). Terrorismo! Venticinque anni" (Vol. II, p. 299-300).

Siccome però è giusto anche dare a Cesare quel che è di Cesare, mi sembra opportuno rimandare alla pagina di Wikipedia in cui si rende merito al personaggio. QUI.
Altra pagina molto interessante, dato che in italia si parla per mesi e mesi dell'orribile olocausto degli ebrei ma non si accenna mai ai crimini dell'ideologia comunista, è la voce sempre tratta da Wikipedia che parla della strage ucraina dell'Holodomor.

Un ultimo appunto. E' odioso parlare in termini di numeri e di cifre, anche perchè le lingue più faziose poi subito strillano "al rogo! vuole giustificare l'olocausto!!". Le cifre della Shoah dicono dello sterminio di un numero imprecisato di ebrei che varia tra i sei milioni e i nove milioni e mezzo. Solo Stalin ne ha uccisi una stima di otto milioni e mezzo. Poi ci sono gli altri "compagni". E perchè - soprattutto in Italia - non se ne parla? Forse è quel milione di uomini che fa la differenza? E' un problema di cifra? E perchè allora il governo Turco continua a negare la strage dei Cristiani Armeni? Forse crede che non possa entrare in Europa con uno scheletro nell'armadio?

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2 Commenti a “Necrologio per Stalin: 'Torna che ti perdoniamo'”

  1. # Anonymous LELLA

    è chiaro che di stragi e dittatori ce ne sono stati sia a destra che a sinistra(se poi si può dire che una strage è di destra o di sinistra,una strage è una strage e basta),nessuna di queste è stata giusta e legittima.probabilmente se si ricordassero tutti i genocidi ci sarebbe una commemorazione al giorno,forse si ricorda più che altro la shoah perchè è la più vicina a noi o perchè ha visto al morte di milioni di ebrei,omosessuali, rom e disabili;ma non è vero che si ricorda solo questo genocidio,ad esempio al mio liceo è stata allestita una mostra sulle foibe recentemente(nonostante le molte polemiche per i toni di propaganda politica con la quale è stata presentata).per quanto riguarda la vicenda della Turchia non sono molto informata ma non penso che il motivo sia veramente quello che dici tu. p.s.perchè qualche volte non provi a scrivere qualcosa di tuo??  

  2. # Blogger Argante

    Qualcosa di mio ho scritto: ho commentato sotto forma interrogativa il genocidio degli armeni. Nonostante diversi sforzi diplomatici anche oggi la Turchia fa fatica ad ammettere una sua colpa. La giustizia turca punisce con l'arresto e fino a tre anni di galera chi in pubblico osa nominare l'esistenza del genocidio degli armeni, considerandolo un gesto anti-patriottico. Quanto alle stragi e ai dittatori, hai ragione a dire che non sono ne' di destra ne' di sinistra, perchè gli estremi sono come le ali di un aereo, che se le pieghi prima o poi si toccano.  

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