Lunedì sera è morto Giovanni Nuvoli, l'ex agente di commercio malato di sclerosi laterale amiotrofica che aveva chiesto di rinunciare alle macchine che lo tenevano in vita. E' stato progressivamente sedato per non patire le sofferenze di chi muore di fame e di sete. Nello stesso giorno il dottor Mario Riccio, l'anestesista che aveva spento il respiratore di Piergiorgio Welby, è stato prosciolto dall'accusa di omicidio. La sentenza è stata un "non luogo a procedere perchè il fatto non costituisce reato".
Questo dimostra, cari radicali, che in Italia non c'è il vuoto legislativo sull'eutanasia come voi evidenziate. Quindi finitela di rompere le balle. Le leggi che già esistono sono sufficienti per chi decide di rifiutare trattamenti e/o cure anche salvavita. Non c'è necessità di nuove leggi come il testamento biologico e/o regolamentazione della "dolce morte".
Questo dimostra, cari radicali, che in Italia non c'è il vuoto legislativo sull'eutanasia come voi evidenziate. Quindi finitela di rompere le balle. Le leggi che già esistono sono sufficienti per chi decide di rifiutare trattamenti e/o cure anche salvavita. Non c'è necessità di nuove leggi come il testamento biologico e/o regolamentazione della "dolce morte".
Il tetto della Coop è fotovoltaico
(Link all'articolo originale) 0 Commenti Pubblicato da Argante il 17 luglio 2007 alle 16:23.L’eco-energia sul tetto della Coop
Manolo Morandini
Con il superimpianto 310 tonnellate di anidride carbonica in menoQuindicimila metri quadrati di pannelli solari a Vignale Riotorto, vicino a Piombino: un record per la nostra regione
Un anno di lavori per una spesa che sarà ammortizzata in dieci anni col meccanismo di finanziamento “Conto energia” che premia i Kw/h di energia elettrica prodotta dal sole. Il taglio del nastro alla presenza di Alfonso Pecoraro Scanio, ministro all’Ambiente, Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca scientifica, Marino Artusa, assessore regionale all’Ambiente, Gianni Anselmi, sindaco di Piombino e Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno.
«L’Italia deve mettersi all’avanguardia nel progetto europeo che prevede entro il 2020 il 20% di abbattimento di anidride carbonica prodotta e un pari aumento sia dell’efficienza energetica che di energia prodotta da fonti rinnovabili - ha affermato Fabio Mussi - Non mi pare che oggi ci sia la consapevolezza necessaria per comprendere la sfida che l’umanità si trova a fronteggiare e che deve vincere nell’arco di pochissime generazioni».
L’impianto “Vignale” coprirà il 20% del fabbisogno energetico complessivo della sede di Unicoop Tirreno, 87mila metri quadrati tra uffici e magazzini e circa 30 dipendenti, dove il restante 80% dell’energia consumata proviene da fonte rinnovabile idroelettrica, tramite l’acquisto di corrente dal fornitore Idroenergia. «L’impianto dimostra che l’energia solare non è un’utopia - ha detto Fabrizio Bertelli, energy manager di Unicoop Tirreno - e che si può realizzare anche in Italia senza deturpare il paesaggio, valorizzando aree secondarie ed edifici industriali». È forte l’interesse delle aziende per le fonti rinnovabili secondo il ministro dell’Ambiente: «Ora dovremo fare in modo che anche in Italia - ha sostenuto Pecoraro Scanio - si sviluppi il mercato della produzione di pannelli fotovoltaici perché c’è un boom di richieste. Abbiamo fatto utilizzare il fondo per Kyoto costituito dalla Finanziaria per abbattere gli interessi bancari e consentire ai cittadini di avere mutui agevolati per ripagare l’investimento in 6-8 anni e guadagnare in quelli successivi rendendoli piccoli produttori. L’obiettivo è che l’energia uno se la possa produrre da solo».
«Tra i principi sanciti nella Carta dei valori delle cooperative di consumo - ha dichiarato Marco Lami, presidente di Unicoop - la tutela e la difesa dell’ambiente hanno un’attenzione privilegiata. L’impianto fotovoltaico di Vignale conferma il nostro continuo impegno verso la riduzione dei consumi energetici e la tutela dell’ambiente».
L'espresso
il Tatta ieri sera (peraltro durante il concerto di John Scofield) cercando di spiegare a Sara cos'è un organo Hammond ha osato torpiloquiare "l'hammond è una tastiera". A parte il fatto, Tatta, che Hammond si dice con l'acca maiuscola (si, ho sentito bene: l'hai detto con l'acca minuscola!), l'organo Hammond non è una tastiera, nessuno aveva mai osato insultarlo così!
Scherzi a parte, essendomi svegliato stamane con un gran mal di testa (quindi voglia di studiare uguale a zero) ho deciso di scrivere un breve post dal titolo "Hammond, questo sconosciuto". Se non altro questo intervento sarà utile a Sara, che ieri sera non credo abbia capito molto di questo strumento, e sarà utile al Tatta, a perenne memoria del fatto che Hammond si dice con l'acca maiuscola ;-)
L'inventore dell'organo Hammond è Laurence Hammond (1895, 1973), un poliedrico ingegnere col pallino delle invenzioni: all'età di 14 anni aveva già progettato un prototipo di cambio automatico per automobili. Sottopose (sotto suggerimento della madre) il suo progetto agli ingegneri meccanici della Renault che però lo rifiutarono. Ebbe più fortuna a Detroit, trovando posto come ingegnere-capo in una industria di motori navali. In questo periodo inventò l'orologio a molla che non fa tic-tac (silent spring-driven clock) e questa invenzione gli porto così tanta fortuna (=soldi) che lasciò la Gray Motor Company per dedicarsi completamente alle sue invenzioni, tra cui un tipo particolare di motore sincrono (sempre per i suoi orologi che non fanno tic-tac) che gli diede lo spunto per inventare il cuore dell'organo Hammond. La sua mente pensò altre invenzioni che gli fruttarono circa 110 brevetti ma sulle quali non mi sto a dilungare.
L'organo Hammond più famoso è il modello B-3. Si presenta come un mobile di legno che poggia su quattro gambe lavorate e ospita due tastiere di 73 tasti (6 ottave), 38 "tiranti" (chiamati drawbars) divisi in quattro gruppi da 9 e uno da 2 (sono nella foto quei pallini bianchi, grigi e marroni sotto il leggio) e pedaliera da 25 pedali. Dei drawbars e del fatto che la prima ottava delle due tastiere abbia i colori invertiti (cioè neri i diatonici e bianchi i cromatici) parlerò in seguito.
L'organo Hammond si può presentare sotto diversi modelli: A, B3, C3, A100, L100, L122, M100. Quello che tutti i modelli hanno in comune e che li rende unici rispetto a tutti gli altri tipi di organi è il sistema di generazione dei suoni, chiamato "generatore a ruote foniche".
Pizzicando la corda metallica di una chitarra elettrica si produce un suono.
Questo perchè la corda vibrando interferisce sul campo magnetico generato dal pick-up della chitarra e si produce una debole corrente. Legge di Faraday-Neumann-Lenz. Questo è il principio alla base dell'organo Hammond.
Una serie di ruote foniche (dette tonewheels), simili ad ingranaggi dentati, ruotano grazie ad un motore sincrono. Il continuo avvicinarsi ed allontanarsi dei denti della ruota fonica crea una variazione di campo magnetico in corrispondenza del pick-up, proprio come avviene per la chitarra elettrica. Al variare del numero dei denti sulla ruota fonica e della velocità della stessa varia la frequenza del segnale e quindi l'altezza della nota. Semplice, no?
Un timbro è dato dalla somma di componenti a diversa frequenza: ciò che differenzia un oboe da un violino o una tromba da un fagotto è proprio con quante e quali armoniche è formato il suono stesso.
L'Hammond per produrre diversi tipi di suono ha 9 linee di generazione, accordate tra loro secondo precisi intervalli musicali che rimangono invariati lungo tutta l'estensione delle cinque ottave di ciascuna delle due tastiera.
Una caratteristica unica che contraddistingue gli organi Hammond è l'utilizzo dei drawbars (tiranti) che permettono al musicista di variare il volume relativo al missaggio generale delle 9 armoniche a piacere. Ogni controllo è dotato di un'asta marcata con otto incrementi numerici, dove a barra tutta inserita il volume sarà minimo. Sullo strumento sono presenti trentotto drawbars, divisi in quattro gruppi da nove (9 X 4 = 36) corrispondenti a due regolazioni alternabili su ognuno dei due manuali, più due drawbars indipendenti che regolano i volumi della pedaliera (36 + 2 = 38).
I tasti neri della prima ottava delle due tastiere servono a selezionare i "preset", ossia le combinazioni di drawbars già impostati di fabbrica.
No. Altre caratteristiche che sono state aggiunte agli organi Hammond comprendono un vibrato di natura elettromeccanica. Il particolare "click" associato alla pressione del tasto che in origine era un considerato un difetto di progettazione (ogni tasto chiude 9 contatti elettromeccanici quasi contemporaneamente, e questo "quasi" è proprio la fonte di questo click), velocemente è entrato a far parte del "sound" specifico degli Hammond, tanto che le moderne imitazioni degli organi Hammond lo riproducono fedelmente.
Negli esempi che seguono è possibile vedere e ascoltare l'organo Hammond.
E poi, non si può pensare Hammond senza Leslie... ma questo è l'argomento della prossima puntata!
Scherzi a parte, essendomi svegliato stamane con un gran mal di testa (quindi voglia di studiare uguale a zero) ho deciso di scrivere un breve post dal titolo "Hammond, questo sconosciuto". Se non altro questo intervento sarà utile a Sara, che ieri sera non credo abbia capito molto di questo strumento, e sarà utile al Tatta, a perenne memoria del fatto che Hammond si dice con l'acca maiuscola ;-)
Mister Hammond
L'inventore dell'organo Hammond è Laurence Hammond (1895, 1973), un poliedrico ingegnere col pallino delle invenzioni: all'età di 14 anni aveva già progettato un prototipo di cambio automatico per automobili. Sottopose (sotto suggerimento della madre) il suo progetto agli ingegneri meccanici della Renault che però lo rifiutarono. Ebbe più fortuna a Detroit, trovando posto come ingegnere-capo in una industria di motori navali. In questo periodo inventò l'orologio a molla che non fa tic-tac (silent spring-driven clock) e questa invenzione gli porto così tanta fortuna (=soldi) che lasciò la Gray Motor Company per dedicarsi completamente alle sue invenzioni, tra cui un tipo particolare di motore sincrono (sempre per i suoi orologi che non fanno tic-tac) che gli diede lo spunto per inventare il cuore dell'organo Hammond. La sua mente pensò altre invenzioni che gli fruttarono circa 110 brevetti ma sulle quali non mi sto a dilungare.
Hammond Organ
L'organo Hammond più famoso è il modello B-3. Si presenta come un mobile di legno che poggia su quattro gambe lavorate e ospita due tastiere di 73 tasti (6 ottave), 38 "tiranti" (chiamati drawbars) divisi in quattro gruppi da 9 e uno da 2 (sono nella foto quei pallini bianchi, grigi e marroni sotto il leggio) e pedaliera da 25 pedali. Dei drawbars e del fatto che la prima ottava delle due tastiere abbia i colori invertiti (cioè neri i diatonici e bianchi i cromatici) parlerò in seguito.L'organo Hammond si può presentare sotto diversi modelli: A, B3, C3, A100, L100, L122, M100. Quello che tutti i modelli hanno in comune e che li rende unici rispetto a tutti gli altri tipi di organi è il sistema di generazione dei suoni, chiamato "generatore a ruote foniche".
Tonewheel generator
Pizzicando la corda metallica di una chitarra elettrica si produce un suono.
Questo perchè la corda vibrando interferisce sul campo magnetico generato dal pick-up della chitarra e si produce una debole corrente. Legge di Faraday-Neumann-Lenz. Questo è il principio alla base dell'organo Hammond.Una serie di ruote foniche (dette tonewheels), simili ad ingranaggi dentati, ruotano grazie ad un motore sincrono. Il continuo avvicinarsi ed allontanarsi dei denti della ruota fonica crea una variazione di campo magnetico in corrispondenza del pick-up, proprio come avviene per la chitarra elettrica. Al variare del numero dei denti sulla ruota fonica e della velocità della stessa varia la frequenza del segnale e quindi l'altezza della nota. Semplice, no?
Ma quanti timbri posso produrre?
Un timbro è dato dalla somma di componenti a diversa frequenza: ciò che differenzia un oboe da un violino o una tromba da un fagotto è proprio con quante e quali armoniche è formato il suono stesso.
L'Hammond per produrre diversi tipi di suono ha 9 linee di generazione, accordate tra loro secondo precisi intervalli musicali che rimangono invariati lungo tutta l'estensione delle cinque ottave di ciascuna delle due tastiera.
Una caratteristica unica che contraddistingue gli organi Hammond è l'utilizzo dei drawbars (tiranti) che permettono al musicista di variare il volume relativo al missaggio generale delle 9 armoniche a piacere. Ogni controllo è dotato di un'asta marcata con otto incrementi numerici, dove a barra tutta inserita il volume sarà minimo. Sullo strumento sono presenti trentotto drawbars, divisi in quattro gruppi da nove (9 X 4 = 36) corrispondenti a due regolazioni alternabili su ognuno dei due manuali, più due drawbars indipendenti che regolano i volumi della pedaliera (36 + 2 = 38).
I tasti neri della prima ottava delle due tastiere servono a selezionare i "preset", ossia le combinazioni di drawbars già impostati di fabbrica.
Tutto qui?
No. Altre caratteristiche che sono state aggiunte agli organi Hammond comprendono un vibrato di natura elettromeccanica. Il particolare "click" associato alla pressione del tasto che in origine era un considerato un difetto di progettazione (ogni tasto chiude 9 contatti elettromeccanici quasi contemporaneamente, e questo "quasi" è proprio la fonte di questo click), velocemente è entrato a far parte del "sound" specifico degli Hammond, tanto che le moderne imitazioni degli organi Hammond lo riproducono fedelmente.
Esempi
Negli esempi che seguono è possibile vedere e ascoltare l'organo Hammond.
- In questo filmato si può ammirare la virtuosa Barbara Dennerlein. Notare con quanta velocità e precisione suona i pedali dell'organo. La caviglia più veloce del west...
- Sempre Barbara Dennerlein. Questa volta nella prima parte del filmato si sentono molto chiaramente (soprattutto tra i primi 20 e 30 secondi del video) i "click" dei tasti caratteristica peculiare dell'Hammond. Nella seconda parte (circa 01':20), invece, Barbara si diverte a suonare con la mano destra e il piede sinistro, mentre con la mano sinistra muove i drawbars (01:35), facendo così sentire molto bene come varia il suono "cambiando registro".
- Un altro pazzo organista è Dr. Lonnie Smith. In questo video (è il suo assolo in "The Midnight Creeper", insieme al Lou Donaldson Quartet) oltre a fare diversi glissando con la mano sinistra, ad un certo punto pianta un cuneo o qualcosa di simile sopra un tasto e si diverte a suonare l'hammond in maniera... ehm... diciamo non molto convenzionale :-D
E poi, non si può pensare Hammond senza Leslie... ma questo è l'argomento della prossima puntata!
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