ArganteBlog

Blog di varie ed eventuali a cura di Argante Solfo


Università "La Scemenza" di Roma

Riassunto di quello che scrivo sotto in modo più prolisso.
Inizio del riassunto.
BXVI viene respinto dalla Sapienza perchè gli contestano una frase che non è sua. Dunque 67 fisici non sanno leggere. E allora perchè Al Tanawi (il papa sunnita, che difende a tutto spiano i kamikaze) sì e BXVI no? L'orologio gira indietro, siamo tornati ai tempi di nerone.
Fine del riassunto.

Antefatto:
  • Era stato il rettore a volere la presenza di Benedetto XVI.
  • Nei piani originari sarebbe dovuta toccare al Santo Padre la lectio magistralis.
  • Poi però pareva di dare troppo onore a un Ratzinger qualunque. E il rettore ha ripiegato, cedendo alle pressioni, mettendolo al terzo o quarto posto tra i relatori, preceduto da quel fenomeno di laureato della Scuola Normale di Pisa, Fabio Mussi, oggi ministro della Ricerca, e dal sindaco Walter Veltroni.
  • Il Papa non ha fatto una piega, ha detto va bene. Era abituato a dibattere con gente tipo Habermas, è stato professore nelle massime università tedesche, da Monaco a Tubinga, ma si accontentava anche di mettersi in coda al noto perito della scuola cinematografica Veltroni.
L'ignoranza dei 67 caproni, e qualche politico:
  • Su repubblica si legge: «Le accuse anti-scienza che il Papa ha lanciato da cardinale le ha ribadite anche nell'ultima enciclica. Lui è convinto che, quando la verità scientifica entra in contrasto con quella rivelata, la prima deve fermarsi. In una comunità scientifica ciò non può essere accettato». È evidente la panzana. Questo Papa non fa altro che domandare di «allargare la ragione» (Regensburg, 14 settembre 2006). Pone la questione dell'uso della scienza non della necessità della scienza.
  • La frase che contestano i 67 caproni: «La Chiesa all'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione». Questa frase non è di BXVI ma di Feyerabend, studioso che prendeva di mira il metodo galileiano perché non riconosceva alla rivoluzione scientifica un valore oggettivo. Era convinto che si fosse imposta non per la sua razionalità, ma per via delle «macchinazioni propagandistiche di Galileo». A suo dire, Galileo non si basa su evidenze empiriche, ma «inventa un'esperienza che contiene ingredienti metafisici».
  • Dunque i 67 caproni non sono capaci nemmeno di leggere! Hanno copiato senza leggere il discorso integrale, dove l'allora cardinale spiegava come anche Ernst Block e tanti altri filosofi stessero rivalutando l'attitudine della Chiesa verso la scienza. L'esatto contrario di quanto sostenuto dai 67 piuttosto somari.
Conclusioni:
  • I fisici della Sapienza non sanno leggere ma solo copiare da Wikipedia.
  • La frase incriminata è ovviamente solo il pretesto
  • L'ex presidente Ciampi dice: «Galileo e l'autonomia e la sovranità dello Stato c'entrano poco o niente. Sono solo dei pretesti, e lo affermo da laico che, culturalmente e politicamente, si è formato su una posizione, diciamo così, cavouriana».
  • Sempre Ciampi: «Come si fa a proclamare l'ostracismo verso un'autorità morale e scientifica del rilievo di Benedetto XVI, che non ha certo bisogno di utilizzare un'aula magna come pulpito di propaganda religiosa? E, bon ton e buonsenso a parte, come si fa a intimargli di non venire dopo che nello stesso ateneo erano già stati accolti Paolo VI e Giovanni Paolo II e, mi sembra di ricordare, anche il rabbino Toaff? L'università non dovrebbe essere, quasi per definizione, il luogo del libero confronto, etico e civile?».
  • C'è una specie di cristofobia dominante in certi ambiti intellettuali italiani: un odio quasi neroniano, che si trasforma in amore sollecito e pastorale verso gli islamici purché siano estremisti:
    • L'Università La Sapienza di Roma ha siglato il 15 giugno del 2006 un accordo per la creazione di un Comitato accademico italo-egiziano di «studi comparati per il progresso delle scienze umane nel Mediterraneo» (Oscum),
    • tra la celebre università islamica di Al Azhar, considerata una sorta di Vaticano sunnita, e un cartello di cinque università italiane tra cui primeggia appunto La Sapienza di Roma.
    • L'accordo è stato firmato alla presenza dello sheikh di Al Azhar, Mohamed Sayed Tantawi, ritenuto la massima autorità teologica dell'islam sunnita.
    • Tantawi è uno che ha scritto fatwe per giustificare i kamikaze palestinesi, per santificare la condanna a morte di islamici che si convertano al cristianesimo e lo dicano ad alta voce.
    • Ma per i professori della Sapienza di Roma va bene così, nessun appello avverso.
    • Al Tantawi sì, Ratzinger no.
  • Se ci fosse un criterio serio per la selezione dei docenti, questa gente dovrebbe essere sospesa dall'insegnamento.
Ah. In aggiunta, ho deciso per questo post di essere tollerante secondo i canoni dell'Università la Scemenza. Per cui ho disabilitato i commenti.

Etichette: , , ,