a Chartres sono capitata in un pomeriggio grigio, con l'idea di fare una breve deviazione: quando sono entrata nella cattedrale qualcuno stava suonando l'organo, una musica di Bach talmente sublime che aveva paralizzato i turisti nella navata, facendogli perdere il treno e dimenticare i pullman che li aspettavano.Dev'essere una sensazione stupenda sapere che qualcuno si ferma in chiesa per sentire ciò che tu stai suonando.
Kathryn Harrison, il Cammino di Santiago
Spero un giorno di poterla provare.
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Grazie Sabri per la segnalazione.
Guido Scorza dal suo blog suggerisce al Sig. Google una scappatoia legale che permetterebbe anche agli italiani di partecipare. Non mi dilungo sui dettagli ma la sostanza è questa:
Al di la dell'episodio Google, perchè i nostri politici non pensano a dare una bella sforbiciata oltre che al numero dei ministri anche a un sistema legislativo vecchio e tenuto in piedi dalle miriadi di cavilli che legano ogni codicillo all'altro?
Esempio: la legge 62/01 estende al mondo di internet le norme che riguardano l'editoria su carta stampata. Tali norme sono scritte nella legge 416 del 1981, e a sua volta rimandano alla legge 47 del 1948. Ma se nel '48 si usavano ancora i segnali di fumo, e nell'1981 i computer erano ancora degli ammassi (seppur gloriosi) di ferraglia, come vuoi pretendere di applicare all'odierno web 2.0 leggi scritte per l'editoria delle macchine Linotype?
Ma non basta. Questo accadeva nel 2001. Gentiloni cerca di metterci una pezza, ma vedremo come andrà a finire.
Una delle porcate più solenni (a mio modesto parere) è la legislazione sul diritto d'autore. Attualmente i contenuti che girano su internet, di qualsiasi tipo, devono rispondere a norme scritte nel 1941. Pare che per stendere tale legge avessero chiesto il parere ai fratelli Lumiére.
E' ovvio che queste norme sono assolutamente anacronistiche rispetto alle esigenze odierne!
Non si può andare avanti ad adattamenti, estensioni, emendamenti, eccezioni...
Bah... forse sono io che sono troppo utopico. o, più semplicemente, non capisco nulla di giurisprudenza.
Guido Scorza dal suo blog suggerisce al Sig. Google una scappatoia legale che permetterebbe anche agli italiani di partecipare. Non mi dilungo sui dettagli ma la sostanza è questa:
- Google indice un concorso a premi.
- La normativa italiana sui concorsi a premi è indecente, e il Sig. Larry Page - il sig. Google - decide di escludere i programmatori del belpaese.
- Dai programmatori verde-bianco-rossi arriva il suggerimento: "Larry, se consideri il premio come un corrispettivo di prestazione d'opera, o come un riconoscimento del merito personale o a titolo d'incoraggiamento nell'interesse della collettività, la stessa legge italiana che prima ti voltava le spalle ora si gira e ti da un bacino sulla fronte".
Al di la dell'episodio Google, perchè i nostri politici non pensano a dare una bella sforbiciata oltre che al numero dei ministri anche a un sistema legislativo vecchio e tenuto in piedi dalle miriadi di cavilli che legano ogni codicillo all'altro?
Esempio: la legge 62/01 estende al mondo di internet le norme che riguardano l'editoria su carta stampata. Tali norme sono scritte nella legge 416 del 1981, e a sua volta rimandano alla legge 47 del 1948. Ma se nel '48 si usavano ancora i segnali di fumo, e nell'1981 i computer erano ancora degli ammassi (seppur gloriosi) di ferraglia, come vuoi pretendere di applicare all'odierno web 2.0 leggi scritte per l'editoria delle macchine Linotype?
Ma non basta. Questo accadeva nel 2001. Gentiloni cerca di metterci una pezza, ma vedremo come andrà a finire.
Una delle porcate più solenni (a mio modesto parere) è la legislazione sul diritto d'autore. Attualmente i contenuti che girano su internet, di qualsiasi tipo, devono rispondere a norme scritte nel 1941. Pare che per stendere tale legge avessero chiesto il parere ai fratelli Lumiére.
E' ovvio che queste norme sono assolutamente anacronistiche rispetto alle esigenze odierne!
Non si può andare avanti ad adattamenti, estensioni, emendamenti, eccezioni...
Bah... forse sono io che sono troppo utopico. o, più semplicemente, non capisco nulla di giurisprudenza.
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il Tatta ieri sera (peraltro durante il concerto di John Scofield) cercando di spiegare a Sara cos'è un organo Hammond ha osato torpiloquiare "l'hammond è una tastiera". A parte il fatto, Tatta, che Hammond si dice con l'acca maiuscola (si, ho sentito bene: l'hai detto con l'acca minuscola!), l'organo Hammond non è una tastiera, nessuno aveva mai osato insultarlo così!
Scherzi a parte, essendomi svegliato stamane con un gran mal di testa (quindi voglia di studiare uguale a zero) ho deciso di scrivere un breve post dal titolo "Hammond, questo sconosciuto". Se non altro questo intervento sarà utile a Sara, che ieri sera non credo abbia capito molto di questo strumento, e sarà utile al Tatta, a perenne memoria del fatto che Hammond si dice con l'acca maiuscola ;-)
L'inventore dell'organo Hammond è Laurence Hammond (1895, 1973), un poliedrico ingegnere col pallino delle invenzioni: all'età di 14 anni aveva già progettato un prototipo di cambio automatico per automobili. Sottopose (sotto suggerimento della madre) il suo progetto agli ingegneri meccanici della Renault che però lo rifiutarono. Ebbe più fortuna a Detroit, trovando posto come ingegnere-capo in una industria di motori navali. In questo periodo inventò l'orologio a molla che non fa tic-tac (silent spring-driven clock) e questa invenzione gli porto così tanta fortuna (=soldi) che lasciò la Gray Motor Company per dedicarsi completamente alle sue invenzioni, tra cui un tipo particolare di motore sincrono (sempre per i suoi orologi che non fanno tic-tac) che gli diede lo spunto per inventare il cuore dell'organo Hammond. La sua mente pensò altre invenzioni che gli fruttarono circa 110 brevetti ma sulle quali non mi sto a dilungare.
L'organo Hammond più famoso è il modello B-3. Si presenta come un mobile di legno che poggia su quattro gambe lavorate e ospita due tastiere di 73 tasti (6 ottave), 38 "tiranti" (chiamati drawbars) divisi in quattro gruppi da 9 e uno da 2 (sono nella foto quei pallini bianchi, grigi e marroni sotto il leggio) e pedaliera da 25 pedali. Dei drawbars e del fatto che la prima ottava delle due tastiere abbia i colori invertiti (cioè neri i diatonici e bianchi i cromatici) parlerò in seguito.
L'organo Hammond si può presentare sotto diversi modelli: A, B3, C3, A100, L100, L122, M100. Quello che tutti i modelli hanno in comune e che li rende unici rispetto a tutti gli altri tipi di organi è il sistema di generazione dei suoni, chiamato "generatore a ruote foniche".
Pizzicando la corda metallica di una chitarra elettrica si produce un suono.
Questo perchè la corda vibrando interferisce sul campo magnetico generato dal pick-up della chitarra e si produce una debole corrente. Legge di Faraday-Neumann-Lenz. Questo è il principio alla base dell'organo Hammond.
Una serie di ruote foniche (dette tonewheels), simili ad ingranaggi dentati, ruotano grazie ad un motore sincrono. Il continuo avvicinarsi ed allontanarsi dei denti della ruota fonica crea una variazione di campo magnetico in corrispondenza del pick-up, proprio come avviene per la chitarra elettrica. Al variare del numero dei denti sulla ruota fonica e della velocità della stessa varia la frequenza del segnale e quindi l'altezza della nota. Semplice, no?
Un timbro è dato dalla somma di componenti a diversa frequenza: ciò che differenzia un oboe da un violino o una tromba da un fagotto è proprio con quante e quali armoniche è formato il suono stesso.
L'Hammond per produrre diversi tipi di suono ha 9 linee di generazione, accordate tra loro secondo precisi intervalli musicali che rimangono invariati lungo tutta l'estensione delle cinque ottave di ciascuna delle due tastiera.
Una caratteristica unica che contraddistingue gli organi Hammond è l'utilizzo dei drawbars (tiranti) che permettono al musicista di variare il volume relativo al missaggio generale delle 9 armoniche a piacere. Ogni controllo è dotato di un'asta marcata con otto incrementi numerici, dove a barra tutta inserita il volume sarà minimo. Sullo strumento sono presenti trentotto drawbars, divisi in quattro gruppi da nove (9 X 4 = 36) corrispondenti a due regolazioni alternabili su ognuno dei due manuali, più due drawbars indipendenti che regolano i volumi della pedaliera (36 + 2 = 38).
I tasti neri della prima ottava delle due tastiere servono a selezionare i "preset", ossia le combinazioni di drawbars già impostati di fabbrica.
No. Altre caratteristiche che sono state aggiunte agli organi Hammond comprendono un vibrato di natura elettromeccanica. Il particolare "click" associato alla pressione del tasto che in origine era un considerato un difetto di progettazione (ogni tasto chiude 9 contatti elettromeccanici quasi contemporaneamente, e questo "quasi" è proprio la fonte di questo click), velocemente è entrato a far parte del "sound" specifico degli Hammond, tanto che le moderne imitazioni degli organi Hammond lo riproducono fedelmente.
Negli esempi che seguono è possibile vedere e ascoltare l'organo Hammond.
E poi, non si può pensare Hammond senza Leslie... ma questo è l'argomento della prossima puntata!
Scherzi a parte, essendomi svegliato stamane con un gran mal di testa (quindi voglia di studiare uguale a zero) ho deciso di scrivere un breve post dal titolo "Hammond, questo sconosciuto". Se non altro questo intervento sarà utile a Sara, che ieri sera non credo abbia capito molto di questo strumento, e sarà utile al Tatta, a perenne memoria del fatto che Hammond si dice con l'acca maiuscola ;-)
Mister Hammond
L'inventore dell'organo Hammond è Laurence Hammond (1895, 1973), un poliedrico ingegnere col pallino delle invenzioni: all'età di 14 anni aveva già progettato un prototipo di cambio automatico per automobili. Sottopose (sotto suggerimento della madre) il suo progetto agli ingegneri meccanici della Renault che però lo rifiutarono. Ebbe più fortuna a Detroit, trovando posto come ingegnere-capo in una industria di motori navali. In questo periodo inventò l'orologio a molla che non fa tic-tac (silent spring-driven clock) e questa invenzione gli porto così tanta fortuna (=soldi) che lasciò la Gray Motor Company per dedicarsi completamente alle sue invenzioni, tra cui un tipo particolare di motore sincrono (sempre per i suoi orologi che non fanno tic-tac) che gli diede lo spunto per inventare il cuore dell'organo Hammond. La sua mente pensò altre invenzioni che gli fruttarono circa 110 brevetti ma sulle quali non mi sto a dilungare.
Hammond Organ
L'organo Hammond più famoso è il modello B-3. Si presenta come un mobile di legno che poggia su quattro gambe lavorate e ospita due tastiere di 73 tasti (6 ottave), 38 "tiranti" (chiamati drawbars) divisi in quattro gruppi da 9 e uno da 2 (sono nella foto quei pallini bianchi, grigi e marroni sotto il leggio) e pedaliera da 25 pedali. Dei drawbars e del fatto che la prima ottava delle due tastiere abbia i colori invertiti (cioè neri i diatonici e bianchi i cromatici) parlerò in seguito.L'organo Hammond si può presentare sotto diversi modelli: A, B3, C3, A100, L100, L122, M100. Quello che tutti i modelli hanno in comune e che li rende unici rispetto a tutti gli altri tipi di organi è il sistema di generazione dei suoni, chiamato "generatore a ruote foniche".
Tonewheel generator
Pizzicando la corda metallica di una chitarra elettrica si produce un suono.
Questo perchè la corda vibrando interferisce sul campo magnetico generato dal pick-up della chitarra e si produce una debole corrente. Legge di Faraday-Neumann-Lenz. Questo è il principio alla base dell'organo Hammond.Una serie di ruote foniche (dette tonewheels), simili ad ingranaggi dentati, ruotano grazie ad un motore sincrono. Il continuo avvicinarsi ed allontanarsi dei denti della ruota fonica crea una variazione di campo magnetico in corrispondenza del pick-up, proprio come avviene per la chitarra elettrica. Al variare del numero dei denti sulla ruota fonica e della velocità della stessa varia la frequenza del segnale e quindi l'altezza della nota. Semplice, no?
Ma quanti timbri posso produrre?
Un timbro è dato dalla somma di componenti a diversa frequenza: ciò che differenzia un oboe da un violino o una tromba da un fagotto è proprio con quante e quali armoniche è formato il suono stesso.
L'Hammond per produrre diversi tipi di suono ha 9 linee di generazione, accordate tra loro secondo precisi intervalli musicali che rimangono invariati lungo tutta l'estensione delle cinque ottave di ciascuna delle due tastiera.
Una caratteristica unica che contraddistingue gli organi Hammond è l'utilizzo dei drawbars (tiranti) che permettono al musicista di variare il volume relativo al missaggio generale delle 9 armoniche a piacere. Ogni controllo è dotato di un'asta marcata con otto incrementi numerici, dove a barra tutta inserita il volume sarà minimo. Sullo strumento sono presenti trentotto drawbars, divisi in quattro gruppi da nove (9 X 4 = 36) corrispondenti a due regolazioni alternabili su ognuno dei due manuali, più due drawbars indipendenti che regolano i volumi della pedaliera (36 + 2 = 38).
I tasti neri della prima ottava delle due tastiere servono a selezionare i "preset", ossia le combinazioni di drawbars già impostati di fabbrica.
Tutto qui?
No. Altre caratteristiche che sono state aggiunte agli organi Hammond comprendono un vibrato di natura elettromeccanica. Il particolare "click" associato alla pressione del tasto che in origine era un considerato un difetto di progettazione (ogni tasto chiude 9 contatti elettromeccanici quasi contemporaneamente, e questo "quasi" è proprio la fonte di questo click), velocemente è entrato a far parte del "sound" specifico degli Hammond, tanto che le moderne imitazioni degli organi Hammond lo riproducono fedelmente.
Esempi
Negli esempi che seguono è possibile vedere e ascoltare l'organo Hammond.
- In questo filmato si può ammirare la virtuosa Barbara Dennerlein. Notare con quanta velocità e precisione suona i pedali dell'organo. La caviglia più veloce del west...
- Sempre Barbara Dennerlein. Questa volta nella prima parte del filmato si sentono molto chiaramente (soprattutto tra i primi 20 e 30 secondi del video) i "click" dei tasti caratteristica peculiare dell'Hammond. Nella seconda parte (circa 01':20), invece, Barbara si diverte a suonare con la mano destra e il piede sinistro, mentre con la mano sinistra muove i drawbars (01:35), facendo così sentire molto bene come varia il suono "cambiando registro".
- Un altro pazzo organista è Dr. Lonnie Smith. In questo video (è il suo assolo in "The Midnight Creeper", insieme al Lou Donaldson Quartet) oltre a fare diversi glissando con la mano sinistra, ad un certo punto pianta un cuneo o qualcosa di simile sopra un tasto e si diverte a suonare l'hammond in maniera... ehm... diciamo non molto convenzionale :-D
E poi, non si può pensare Hammond senza Leslie... ma questo è l'argomento della prossima puntata!
Etichette: Musica
Sedici anni fa mio fratello (lui non lo sa, ma è un amante della buona musica) arrivò a casa con un cd audio. Sulla copertina erano raffigurati 2 signori, piuttosto eleganti e con un sorriso alquanto americano (dai, non ditemi che non sapete com'è un sorriso americano!), che tenevano in mano una chitarra ciascuno. Il titolo dell'album era particolarmente evocativo: Neck and Neck, che in inglese significa "testa a testa". Incuriosito (dai due individui, sicuramente non dal titolo perchè masticavo l'inglese meno di quanto lo mastichi ora) un giorno estrassi il cd dalla custodia e mi misi ad ascoltarlo. Una volta. Due volte. Tre volte. Quel cd mi ipnotizzava, non potevo fare a meno di indossare la mia cuffia (rigorosamente ad alta fedeltà, come lo stereo) ed alzare il volume per sentirne tutte le sfumature. Quando arrivò internet in casa cercai di scoprire chi erano questi due personaggi che avevano il potere di catturarmi il cervello: Mark Knopfler e Chet Atkins.
Connettiti, cerca su altavista (google non esisteva ancora!), leggi (divora) le biografie e le discografie.
Fu qui che cominciai a capire di avere a che fare con dei grandi virtuosi della chitarra. Ecco perchè il titolo del CD era "testa a testa".
Oggi, dopo anni, ho avuto l'occasione di tornare sul sito internet di Chet Atkins (stavo cercando informazioni sulla sua chitarra, la "Gibson Chet Atkins", un incrocio tra una acustica e una elettrica con un timbro favoloso).
Trovo la scritta "June 20, 1924 - June 30, 2001". Chet Atkins è morto 5 anni fa... la cosa mi ha lasciato un po sbalordito, ma di corsa sono andato a riascoltarmi il famoso cd... "Poor boy blues", "Yakety Axe", "Just one time"... l'emozione è stata ancora quella di sedici anni fa.
La chitarra bisogna imparare a suonarla. Con questo voglio prendere le difese di tutti coloro che si fanno il mazzo a studiare o che la chitarra l'hanno studiata: i miei amici Lake, Filo, Mark, Cavallo... e ce ne sono tanti altri. Con il distorsore e gli effetti, sarei capace pure io di suonarla... Invece un grande chitarrista si riconosce dal modo in cui suona "clean", senza effetti, senza distorsione. Come il grande Knopfler e il grande Atkins. Tutto il resto, sono sboroni. Strimpellatori folli, imparate a suonare.
Ascoltatevi "Neck and Neck" e poi mi saprete dire.
Sito di Mark Knopfler
Connettiti, cerca su altavista (google non esisteva ancora!), leggi (divora) le biografie e le discografie.
Fu qui che cominciai a capire di avere a che fare con dei grandi virtuosi della chitarra. Ecco perchè il titolo del CD era "testa a testa".
Oggi, dopo anni, ho avuto l'occasione di tornare sul sito internet di Chet Atkins (stavo cercando informazioni sulla sua chitarra, la "Gibson Chet Atkins", un incrocio tra una acustica e una elettrica con un timbro favoloso).
Trovo la scritta "June 20, 1924 - June 30, 2001". Chet Atkins è morto 5 anni fa... la cosa mi ha lasciato un po sbalordito, ma di corsa sono andato a riascoltarmi il famoso cd... "Poor boy blues", "Yakety Axe", "Just one time"... l'emozione è stata ancora quella di sedici anni fa.
La chitarra bisogna imparare a suonarla. Con questo voglio prendere le difese di tutti coloro che si fanno il mazzo a studiare o che la chitarra l'hanno studiata: i miei amici Lake, Filo, Mark, Cavallo... e ce ne sono tanti altri. Con il distorsore e gli effetti, sarei capace pure io di suonarla... Invece un grande chitarrista si riconosce dal modo in cui suona "clean", senza effetti, senza distorsione. Come il grande Knopfler e il grande Atkins. Tutto il resto, sono sboroni. Strimpellatori folli, imparate a suonare.
Ascoltatevi "Neck and Neck" e poi mi saprete dire.
Sito di Chet Atkins"Years from now, after I'm gone someone will listen to what I've done and know I was here. They may not know or care who I was, but they'll hear my guitars speaking for me."- Chet Atkins -
Tra qualche anno, dopo che me ne sarò andato, alcuni ascolteranno cosa ho fatto e sapranno che ero qui. Essi potrebbero non conoscere o badare a chi ero, ma ascolteranno la mia chitarra parlare per me. Chet Atkins
Sito di Mark Knopfler
Etichette: Musica
Vorrei che a questo post seguissero diversi commenti... insomma vorrei avere un po' di pareri in proposito alla questione che vi (e mi) porrò tra qualche riga. Non preoccupatevi di fare commenti arzigogolati o panegirici da romanzo: bastano 2 righe. O anche solo 2 parole.
Premessa: tutto ciò che segue è frutto di fantasia e non è riferita a nessun caso reale.
Immaginatevi questa scena. Entrate in una chiesa. Una chiesa bella, tenuta bene e in ordine da un parroco facoltoso e attento. Sono presenti, sull'altare maggiore e sugli altari laterali, i fiori: in quantità sobria, nè troppo pochi da sembrare una chiesa spoglia nè troppi da soffocare gli spazi con trionfi di fogliame. Le candele della pala d'altare sono bianche, tutte tenute della stessa altezza e ben dritte. La mensa è preparata (sta per iniziare la messa), e sull'altare, valorizzato da una tovaglia di pizzo di Cantù, sono già preparati il Calice per il vino, la ciotola con le ostie. Molto probabilmente, pensate, la porta della sacrestia è aperta, perchè il vostro naso percepisce un gradevole profumo di incenso.
Però non appena proseguite verso l'altare scoprite qualcosa di strano. Anzitutto notate che le candele fanno una strana fiamma arancione... aguzzate la vista e scoprite che al posto della cera che brucia c'è una lampadina come quelle di un presepe molto kitsch che avete gettato via lo scorso gennaio. Sempre più incuriositi, vi avvicinate alla mensa e lo stupore si fa grande nell'osservare la tovaglia di pizzo: era così candida, da lontano, perchè è una riproduzione di plastica! Non solo: notate che anche il calice è di plastica sapientemente cammuffata. Tornando al banco, notate anche un chierichetto che subito fuori dalla porta della sacrestia utilizza una bomboletta spray per ricreare il profumo dell'incenso.
Ammettete che questa cosa sia possibile... quale sarebbe la vostra reazione a tutto ciò? Attendo numerose risposte!!
Premessa: tutto ciò che segue è frutto di fantasia e non è riferita a nessun caso reale.
Immaginatevi questa scena. Entrate in una chiesa. Una chiesa bella, tenuta bene e in ordine da un parroco facoltoso e attento. Sono presenti, sull'altare maggiore e sugli altari laterali, i fiori: in quantità sobria, nè troppo pochi da sembrare una chiesa spoglia nè troppi da soffocare gli spazi con trionfi di fogliame. Le candele della pala d'altare sono bianche, tutte tenute della stessa altezza e ben dritte. La mensa è preparata (sta per iniziare la messa), e sull'altare, valorizzato da una tovaglia di pizzo di Cantù, sono già preparati il Calice per il vino, la ciotola con le ostie. Molto probabilmente, pensate, la porta della sacrestia è aperta, perchè il vostro naso percepisce un gradevole profumo di incenso.
Però non appena proseguite verso l'altare scoprite qualcosa di strano. Anzitutto notate che le candele fanno una strana fiamma arancione... aguzzate la vista e scoprite che al posto della cera che brucia c'è una lampadina come quelle di un presepe molto kitsch che avete gettato via lo scorso gennaio. Sempre più incuriositi, vi avvicinate alla mensa e lo stupore si fa grande nell'osservare la tovaglia di pizzo: era così candida, da lontano, perchè è una riproduzione di plastica! Non solo: notate che anche il calice è di plastica sapientemente cammuffata. Tornando al banco, notate anche un chierichetto che subito fuori dalla porta della sacrestia utilizza una bomboletta spray per ricreare il profumo dell'incenso.
Ammettete che questa cosa sia possibile... quale sarebbe la vostra reazione a tutto ciò? Attendo numerose risposte!!
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21 - 25 Agosto 2006
8° pellegrinaggio del Ticino a Lourdes
8° pellegrinaggio del Ticino a Lourdes
Come ormai da 5 anni a questa parte, presenzio al pellegrinaggio come organista ufficiale delle celebrazioni. Un ricordo sempre più bello.



Aggiunta del 26-08:
Trovo questo sito su internet cercando informazioni su Alain Chérel (il trombettista nella foto), e subito scrivo al proprietario del blog:
Anche io come te sono andato a Lourdes, per la precisione sono tornato a casa oggi pomeriggio alle 15 dopo 5 giorni di pellegrinaggio. Mi chiamo Stefano e ormai da 5 anni sono l'organista ufficiale del pellegrinaggio della Svizzera Italiana a Lourdes (io sono di Como, ma gli organisti italiani, in Svizzera, sono ambiti).e ottengo stamattina questa risposta, che pubblico volentieri
Ho conosciuto anche io sia Jean-Paul Lecot che Alain Cherel (non ho avuto il coraggio di chiedergli una foto insieme, ma ho l'autografo del primo).
Di Lecot mi ha colpito la grande umiltà, l'umanità e la grande capacità di ascoltarti, nonostante tu sia solamente una delle venticinquemila persone che ogni giorno transitano per la basilica sotterranea. Del maestro Cherel invece ha colpito la capacità di regalare sorrisi... magari facendo gesti strani dirigendo, facendo smorfie buffe nelle pause durante i duetti organo e tromba con Lecot, e la grande energia che mette nella musica. Quando suona il suo trombino in MIb diventa rosso come un peperone!
Ecco, questa è la mia esperienza di lourdes, un luogo che nel mio cuore ha un posto speciale!
Grazie per avermi ascoltato!
Ciao! Sono contento che qualcuno nel web, conosca e apprezzi quelle due personalità musicali e umane di Jean-Paul e Alain.
Tra noi ormai si è instaurato un rapporto di amicizia e stima. Ma vado dall'inizio.
Sono stato a Lourdes la prima volta nel pellegrinaggio nazionale dell'unitalsi del settembre del 2003. Nella mia sottosezione dell'unitalsi abbiamo formato un coro giovanile che è stato invitato, dal presidente nazionale, a partecipare a tutte le celebrazioni del pellegrinaggio. Io mi sono portato dietro la tromba...
E lì ho conosciuto Alain Cherel... appunto con il suo modo di fare, solare, sempre allegro... io lo definisco un "Contento" una di quelle persone che ti trasmettono voglia di fare e simpatia.
Lecot, invece, al primo impatto, mi fece un pò di timore... perchè sembra così... ma poi si è rivelato tutt'altro... lui ha preso degli ordini... che non mi ricordo, penso sia frate... o quant'altro... comunque è ordinato.
Bene quell'anno ho suonato a tutte le messe, a tutte le processioni eucaristiche (anche quelle degli altri pellegrinaggi) alle processioni aux flambeaux, e cosa straordinaria, Alain veniva a sentirmi nelle messe in cui non doveva presenziare... quelle dedicate al nostro pellegrinaggio.
Con Alain è nata veramente una amicizia. Ci siamo scambiati gli indirizzi, e mi manda le partiture a casa prima di partire per ogni pellegrinaggio... l'anno scorso mi ha venduto una tromba sua a un prezzo stracciato...
L'anno dopo ho iniziato ad organizzare, grazie al contatto che ho con Alain, un loro viaggio da me a Udine... e loro hanno accettato con cuore, sono venuti da noi nel novembre 2005, per tre giorni.
Hanno eseguito un concerto in duomo a udine, e una messa l'indomani, con il nostro coro, tutti i malati, e l'arcivescovo.
Anche quest'anno sono tornato a lourdes, e con lo stesso spirito di sempre mi accolgono, mi fanno suonare... come muove le mani Jean-Paul su quell'organo, non le muove nessuno... come sceglie lui i registri di quell'organo immenso... che belle emozioni!
Beh... potrei stare ore a parlare di loro e delle cose che abbiamo fatto nei giorni che sono venuti qui da me.
[...]
Bene...
Un saluto e una preghiera alla vergine bianca!
F. R.
Etichette: Musica, Religione, Viaggi e Vacanze
Diceva Voltaire: "Calunnia, calunnia, qualcosa rimarrà"...
Leggo sul Corriere nazionale (appena trovo il link lo collego al post) che Liberazione, quotidiano di RC, ha definito Mozart "proprio comunista no, ma che fosse un progressista radicale questo è sicuro".
Cari i miei sinistrorsi... stavolta i "pifferai magici" siete voi. Fareste bene a leggere e a studiare la storia... ma quella vera, non quella che spiaccicate sui vostri fetidi libri (Garibaldi eroe dei due mondi... che balla! O la presa della Bastilglia, più che di presa si può parlare di porta aperta, casomai. Vedasi pure il caso "breccia di Porta Pia"... dove di breccia in verità c'è poco niente).
Mozart non era nemmeno un "protosocialista" come afferma Fabio Vacchi, compositore di un melologo dal titolo "La giusta armonia"... in pratica un monologo in cui l'attore recita un lunghissimo "voremose bene" intervallato da commenti musicali giusto per non annoiare i presenti.
Mozart era un genio. Un genio spendaccione e mondano (non a caso è la personificazione del tipo 7 dell'enneagramma). Un genio che per evitare che nella sua saccoccia comparissero le ragnatele aveva bisogno di amicizie potenti e di sostenitori dall'alto. E dunque nel 1784 viene iniziato in una loggia massonica. Mozart vi aderiva come si entra in un club elitario che proclama ideali filantropici e umanistici. Lui non professava certo dottrine gnostiche, eretiche, né culti empi, né aveva idee giacobine e anticlericali.
In verità era profondamente convinto della fede cattolica, e con questo non intendo negare che sicuramente nutriva per taluni prelati sentimenti di antipatia... ma questo non giustifica il prenderlo per la collottola e trascinarlo nel girone degli anticlericali.
Diceva Voltaire: "Calunnia, calunnia, qualcosa rimarrà"...
Cari i miei rosso-malpelo, non toccatemi il genio!
Leggo sul Corriere nazionale (appena trovo il link lo collego al post) che Liberazione, quotidiano di RC, ha definito Mozart "proprio comunista no, ma che fosse un progressista radicale questo è sicuro".
Cari i miei sinistrorsi... stavolta i "pifferai magici" siete voi. Fareste bene a leggere e a studiare la storia... ma quella vera, non quella che spiaccicate sui vostri fetidi libri (Garibaldi eroe dei due mondi... che balla! O la presa della Bastilglia, più che di presa si può parlare di porta aperta, casomai. Vedasi pure il caso "breccia di Porta Pia"... dove di breccia in verità c'è poco niente).
Mozart non era nemmeno un "protosocialista" come afferma Fabio Vacchi, compositore di un melologo dal titolo "La giusta armonia"... in pratica un monologo in cui l'attore recita un lunghissimo "voremose bene" intervallato da commenti musicali giusto per non annoiare i presenti.
Mozart era un genio. Un genio spendaccione e mondano (non a caso è la personificazione del tipo 7 dell'enneagramma). Un genio che per evitare che nella sua saccoccia comparissero le ragnatele aveva bisogno di amicizie potenti e di sostenitori dall'alto. E dunque nel 1784 viene iniziato in una loggia massonica. Mozart vi aderiva come si entra in un club elitario che proclama ideali filantropici e umanistici. Lui non professava certo dottrine gnostiche, eretiche, né culti empi, né aveva idee giacobine e anticlericali.
In verità era profondamente convinto della fede cattolica, e con questo non intendo negare che sicuramente nutriva per taluni prelati sentimenti di antipatia... ma questo non giustifica il prenderlo per la collottola e trascinarlo nel girone degli anticlericali.
Diceva Voltaire: "Calunnia, calunnia, qualcosa rimarrà"...
Cari i miei rosso-malpelo, non toccatemi il genio!
Buon Compleanno Mozart!
(Link all'articolo originale) 0 Commenti Pubblicato da Argante il 27 gennaio 2006 alle 19:37.
Il 27 Gennaio 1756 - 250 anni fa - Nasce a Salisburgo Wolfgang Amadeus Mozart
Buon compleanno al grande genio!
Buon compleanno al grande genio!
Etichette: Musica
Con la Parrocchia di Ronago ho preparato un concerto con i due cori di Ronago e di Uggiate Trevano, e Domenica 27 Novembre - giorno della chiusura delle celebrazioni per il bicentenario di fondazione della Parrocchia - c'è stata l'esecuzione.
Io dirigevo, mi è piaciuto molto!
Condivido un paio di foto!



Io dirigevo, mi è piaciuto molto!
Condivido un paio di foto!







