ArganteBlog

Blog di varie ed eventuali a cura di Argante Solfo


Autobus vs. AutoPostale

Dal sito dell'AutoPostale, azienda che cura il trasporto pubblico in Svizzera:

La persona più cordiale della Svizzera: un conducente di AutoPostale

Heiner Flury di Buch, nel Canton Turgovia, è conducente di AutoPostale. Ma soprattutto, è la persona più cordiale della Svizzera. Questo è il verdetto della giuria e del pubblico del programma «Leben live» della Televisione svizzera. AutoPostale si congratula con Heiner Flury per il titolo e ringrazia tutti i conducenti di AutoPostale per il servizio piacevole e competente che garantiscono ogni giorno a 300'000 passeggeri.

Beati loro! Io stamattina sono andato in bus a Como... l'avessi mai fatto! Il viaggio di andata è stato affollatissimo; il bus è arrivato tardi alla fermata ed è rimasto ovviamente ingorgato nel traffico cittadino. Durante il viaggio di ritorno, invece, il mio stomaco è stato messo seriamente a dura prova dalla guida scellerata dell'autista pazzo, quello con i capelli lunghi, bianchi e svunci... sembrava di stare sulle montagne russe! E pensare che io ero seduto secondo il senso di marcia... chissà se mi fossi seduto contromarcia nei posti "a 4"!

Come se non bastasse, questo autista [ma anche molti altri, mi dicono] alla fermata di Cavallasca non entra MAI nella corsia apposita, ma si blocca in mezzo alla strada, o per meglio dire in mezzo all'incrocio, bloccando con il lamierone lungo 12 metri il traffico in qualsiasi direzione!

Oltretutto 1,60 € per fare 10 km... bah...

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Treni

Fantascienza?
In francia il TGV batte il record di velocità su rotaia:





Realtà?
Per fortuna che non mi capita spesso di prendere le nord...


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Viaggio in Danimarca

Mi è stato richiesto un post che riassuma tutte le puntate del "diario di viaggio in Denmark"... eccolo!
  • Primo giorno: arrivo, mission pizzoccheri alla Red House, nanna. Qui
  • Secondo giorno: visita a Copenhagen, merenda a base di Smørrebrød, birra e Dixieland al Jazz Pub, visita notturna al DTU. Qui
  • Terzo giorno: Castello di Hillerød, visita a Christiania, biblioteca della DTU. Qui
  • Quarto giorno: Malmö, Ritorno. Qui
Come già scritto, piano piano sto inserendo le foto...

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Diario di viaggio, 4

L'ultimo giorno di viaggio l'abbiamo dedicato alla città di Malmö, nella vicina Svezia. Ormai l'avete capito: la Tattasveglia suona alle 7.30, colazione e bus preso praticamente al volo. Zompiamo sul bus già con tutta la nostra roba, perchè non ci sembra il caso di perdere un'ora e mezza di tempo per tornare a Lyngby a prendere le valigie prima di recarci in aeroporto (avremmo dovuto klippare praticamente undici zone a testa, un costo incredibile). Lasciamo le valigie alla stazione centrale della città, København H, al deposito bagagli (ovviamente) completamente automatico: tu metti la tua valigia in un armadietto il quale si chiude da solo, poi paghi al terminale 25kr e questo ti restituisce un gettone di plastica che contiene un trasponder elettronico, quando torni in stazione inserisci il gettone nel terminale e l'armadietto magicamente si apre! Il treno (modernissimo, con un display elettronico per ogni sedile che indica il nome della prenotazione se il posto è stato riservato) ci porta a Malmö attraverso il ponte sull'Øresund, l' Øresundbroen. E' un ponte particolarissimo: usciti da Copenhagen anzitutto si entra in una galleria sott'acqua che sbuca poi su un'isola artificiale da cui parte un viadotto lungo circa 2 km, poi c'è il vero e proprio ponte strallato lungo circa 500m (non sembra ma è alto 51 metri sopra il livello del mare) e poi ancora un viadotto di un paio di chilometri. Inoltre il ponte è fatto in modo che la linea ferroviaria corre sotto l'autostrada... praticamente è un ponte a due piani!
Arriviamo alla Centralstationen, scendiamo dal treno e subito il nostro olfatto viene subito appagato da un aroma che avevamo ormai rimosso da giorni: profumo di caffè! Il nostro cervello inebriato ci porta verso la caffetteria della stazione, ma quella minuscola parte ancora logica e razionale dell'organo pensante timidamente ci ricorda: "ehm, scusate se interrompo ma voi avete cambiato in tre 15 Euro in corone svedesi... giusto il necessario per mangiare un panino... siete proprio sicuri di volere il caffè?". Sicché dietro-front, addio caffè e via verso la città di Malmö.
Il primo particolare che descriviamo è di stampo tecnico-ingegneristico-civile: in Italia più un cantiere è oscurato, chiuso da assi di legno marchiati "Divieto di Affissione" e più si pensa "caspita, chissà che lavori staranno facendo per essere così misteriosi"; a Malmö hanno montato un palchetto per permettere alla gente di vedere lo stato di avanzamento dei lavori con tanto di moquette verde e di "tavola sinottica" che illustra i lavori già completati, ciò che si sta costruendo e cosa avverrà in futuro. In Italia se una persona non addetta ai lavori entrasse in un cantiere il muratore - vestito con la canottiera blu a righe e il cappellino di tela bianca con scritto "Cementificio MERONE" - si affretterebbe a correre incontro all'estraneo dicendo "a signnnò, attenzione che c'è 'a pozzzzanghera e ssse 'nzozza!"; a Malmö tutti gli operai che abbiamo visto indossavano tuta integrale giallo fosforescente, scarpe anti-infortunio, casco idoneo e occhiali di protezione... e all'entrata del cantiere abbiamo notato una telecamera di videosorveglianza e il tastierino numerico dove digitare il codice della serratura!!!!
Ci dirigiamo verso Västra Hammen, il quartiere più in avanguardia che ospita il simbolo della città, il curioso grattacielo a forma di "vite" ideato da Santiago Calatrava. Osservazione:
a- Copenhagen, simbolo della città: sirenetta; posizione: Østerport, due fermate di treno prima del centro città.
b- Malmö, simbolo della città: grattacielo, posizione: a 20 minuti a piedi dalla stazione centrale... MA POSSIBILE? Se mi vu a Milan, ul domm al troevi subitt!! Devi minga fa ul giir foeu da viale Certosa, e andà a cercall visin all'Ikea da curman! Invece no, se Roma fosse nel nord Europa probabilmente il Colosseo l'avrebbero costruito a Monte Spaccato!
A parte ciò, giungiamo con non poca difficoltà a causa del vento forte e gelido al Turning Torso, opera del già nominato ingegnere e architetto spagnolo. Io e Mark ci teniamo a precisare che è l'appartenere alla categoria degli ingegneri che fa onore all'architetto Calatrava, e non il contrario (cioè che all'ingegner Calatrava non fa onore essere architetto...).
Tornando verso il centro passiamo dall'Öresunds parken (dove scattiamo qualche foto a noi, al porticciolo e all'area ricreativa per cani...), dalla Turbinen (una rotonda il cui verde visto dall'alto richiama la forma di una turbina... purtroppo non potevo arrampicarmi su un palo della luce per far la foto!), dal Teknikens o Sjöfartens hus (il museo della scienza e del mare), dal Fiskehoddorna (ambiente caratteristico di pescatori, con vendita di pesce fresco) e dal Malmöhus, il più antico castello rinascimentale scandinavo giunto fino a noi che oggi ospita il museo civico cittadino.
Il centro città è molto meno affollato rispetto a Copenhagen. Passiamo dalla Stortoget, la piazza principale sulla quale si affacciano il palazzo municipale (Rådhuset) e la Farmacia Lejonet dall'arredamento esclusivo, dalla Lilla torg,
piazzetta circondata da bellissime case ristrutturate risalenti a diversi secoli fa, dalla Chiesa di S. Petri, costruita in stile gotico di Lubecca (particolare musicale: all'interno della chiesa ci sono: un organo monumentale sulla balconata in fondo, un pianoforte a mezza coda a sinistra dell'altare, un clavicembalo dietro l'altare, un organo positivo in una cappella laterale e a destra dell'altare un organo a due tastiere, due timpani e i leggi per l'orchestra) e infine dalla ex chiesa di S. Gertrude (oggi sede di uffici...). La nostra visita a Malmö termina qui; prima di entrare in stazione notiamo il parcheggio delle biciclette: una enorme chiatta galleggiante su un canale, che avrà ospitato almeno 500 biciclette!
Torniamo stanchi ma felici alla stazione centrale di Copenhagen, dove recuperiamo i bagagli, e facciamo l'ultimo biglietto, quello che ci porterà in aeroporto. Eppure non siamo convinti... manca qualcosa... ah, si! ecco! L'ultima birra danese in compagnia del Tatta! Ora possiamo salutare "il danese studente", ringraziare lui e i suoi co-inquilini per la splendida ospitalità alla Red House e recarci (sempre più stanchi, sempre più felici) all'aeroporto.
Citando e pastrugnando il finale di un romanzo di Vladimir Volkoff:
"L'aeroplano romba, vibra, si mette in moto e l'enorme macchina, centimetro per centimetro, scivola sulla pista, la ingombra completamente. Si direbbe che l'aeroporto si sia messo a correre. Sono le 20.50. Prima delle 23.15 Ste e Mark saranno 'rientrati'".

Fine della cronaca del viaggio. (prossimamente sostituirò le foto esterne con foto mie e scriverò un post su tutto ciò che mi son dimenticato di scrivere!)

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Diario di viaggio, 3

Come dicevo al termine della puntata precedente, la giornata è iniziata con il bip-bip della mitica tattasveglia, la quale ha buttato giù dalla branda il tatta dopo BEN un'ora e un quarto di sonno! Io e Mark invece abbiamo ronfato per ben sette ore e mezza, praticamente un'eternità! Colazione a base di the e... biscotti "Digestive"... niente pane e nemmeno panettone perchè il primo era finito, il secondo ci dispiaceva non lasciarne nemmeno una briciola per gli altri della red house, d'altra parte loro non proveranno mai più il panettone in vita loro! "Mi raccomando, non perdiamoci via come ieri mattina che per un soffio abbiamo perso il bus!" e per un soffio il bus riusciamo a prenderlo! Destinazione: Hillerød, un paesino (simile a Refrath, you remember?) di 37.000 abitanti a 30 minuti da Copenhagen conosciuto per il "Frederiksborg Slot", il castello iniziato attorno al '600 dal re Federico II. L'edificio (ben visibile anche attraverso Google Maps) ha subìto nel 1859 una pesante ricostruzione dopo un incendio L'interno dello stupendo palazzo oggi è un museo contenente tutto l'arredo delle varie epoche del soggiorno regale, si parte dal seicento fino ad arrivare a mobili della fine dell'ottocento. All'ultimo piano si trova una galleria di quadri del novecento, principalmente raffiguranti personaggi che hanno avuto a che fare con la storia dei regnanti del secolo scorso (giornalisti, scrittori, musicisti) ed episodi della storia danese contemporanea. Veramente incredibile il parco del castello e in particolare il giardino, degno della Floricoltura Corti :-)
Altro particolare curioso, nella sala delle udienze al secondo piano del castello, appena entrati sulla destra c'è una botola aperta, circondata da transenne. Guardiamo nella botola e vediamo una... sedia con un ripiano di legno per appoggiare i piedi, il tutto montato su quattro guide di legno! Quell'arnese è un proto-ascensore fatto costruire da re Non-mi-ricordo-il-nome che essendo debole di gambe faticava a fare le scale, per cui si è fatto fare l'ascensore! E' un ingegnoso sistema tutto in legno ancora oggi funzionante!
Che il tempo da quelle parti sia tiranno si sa... ma non credevo così bastardo dentro! Fino all'una di pomeriggio il sole ci ha accompagnato durante tutta la visita al castello (e sottolineo all'interno del castello)... usciti, ha cominciato a diluviare nella maniera più infame... uno scroscio, poi nulla, un altro scroscio, poi ancora nulla, e poi la secchiata d'acqua conclusiva fino alla stazione dove oltre al treno abbiamo preso un cibo tipico danese: panino preconfezionato con pollo, peperoni, insalata e maionese... un toccasana per stomaci già provati all'esperienza del burger king!
Abbandoniamo Tatta alla stazione di Lyngby e mentre lui, bicimunito, si dirige al DTU per terminare il progetto di Air Pollution, io e Mark facciamo una capatina a København per visitare il quartiere di Christiania, sull'isola di Christhavn. Al contrario di quanto possa richiamare il nome, c'è ben poco di "cristiano" in quel quartiere: negli anni '70 un gruppo di hippie occupa dei vecchi edifici militari abbandonati, e da quel momento il governo non è piu riuscito a scacciare gli scomodi abitanti, i quali non pagano le tasse, vivono in uno status semi-legale di accordi ed espedienti con il governo danese e nella via principale spacciano l'hashish come se fosse prezzemolo. Io e Mark [da buoni ingegneri] avremmo voluto entrare: corre un mito che gli abitanti del quartiere vivano in modo completamente ecologico, abbiano degli strani mezzi di trasporto e siano praticamente autonomi rispetto a tutto il resto del mondo, ma viste le facce di alcuni passanti che entravano e uscivano dal quartiere abbiamo ritenuto che la nostra incolumità fisica fosse al sicuro solamente lontani da quel tugurio! Comunque l'isola di Christhavn (letteralmente porto di Cristiano, uno dei regnanti passati) è molto caratteristica, con le facciate delle case molto colorate e un nugolo di navi di ogni sorta di età e dimensione attraccate al porto. Facciamo un salto sotto la piazza principale, dove si può prendere la metropolitana, simile a quella costruita a Torino per le Olimpiadi, è un gioiello tecnologico driver-less costruito dall'italiana Ansaldo Finmeccanica.
In Danimarca in questo periodo il sole tramonta prestissimo: sorge attorno alle 7.30 e alle 16 è già buio, quindi salutiamo Copenhagen by night e ci dirigiamo all'edificio 101 della DTU, dove Tatta ci aspetta in biblioteca. Il posto è veramente spettacolare: è un enorme open space di più piani, al piano terreno c'è un'area relax arredata con tavolini e divanetti (e c'è pure una scacchiera gigante), al primo piano un'area studio immensa, centinaia di pc collegati ad internet, al terzo piano credo uffici e al soffitto della tromba delle scale sono appesi un aereo bielica (credo a grandezza reale) e il modellino di un satellite! Terminata la visita alla biblioteca (e concluso il pomeriggio di studio di Tatta) torniamo verso casa: Garret sta preparando un ottimo burrito e arriviamo giusti in tempo per iniziare a mangiare! Siamo veramente stanchi, quindi la serata termina con il caffè (solubile...bleah!), l'immancabile Genepì e l'adorato sacco a pelo!

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Diario di Viaggio, 2

premessa: le foto sono recuperate in giro per la rete, prossimamente metterò le mie

Secondo giorno. La tattasveglia suona alle 7.30, proprio mentre Mark, che si sognava di scaricare le e-mail, era sul punto di inserire nome utente e password; non chiedetemi come mai, ma ci alziamo dal letto alle 8.15; dopo un'abbondante colazione a base di the, biscotti digestivi e... pane (nutella finitaaaaaa) partiamo per il giro turistico di Copenhagen. Dopo aver viaggiato sul "Tog 183" (bus numero 183) prendiamo un treno veramente spaziale che da Lyngby station ci porta alla fermata di Østerport, la fermata più vicina alla sirenetta di Andersen, il simbolo di Copenhagen. Una bufala... molto meglio vederla in foto e credere che dal vivo sia proprio così! A parte ciò, la giornata è stata un eterno girovagare per København: l'Opera House, l'Amalienborg (piazza circondata dai palazzi della residenza della regina Margherita [no, non mangia il pollo con le dita...] dove abbiamo assistito al cambio della guardia. La tappa successiva è stata la Marmorkirken, una chiesa evangelica (o riformata... boh...) a pianta circolare con cupola, lontanamente ispirata al cupolone di S. Pietro. Particolare: troviamo all'ingresso un cartello che pubblicizza una stagione di concerti tutti in Marmorkirken interamente dedicata al "Messiah" di Händel; inoltre durante la visita sentiamo che un organaro sta accordando il nuovo organo della chiesa. Da noi certe cose ce le sogniamo. Cammina cammina cappuccetto rosso... ops ho sbagliato favola... arriviamo a Nyhavn, il luogo che si vede sempre ritratto sulle cartoline danesi. Fatte le debite foto ci immergiamo in due vie chiamate Strøget e Købmagergade, le "vasche" di Copenhagen.
Dopo il pranzo in un tipico locale danese (ok, era il Burger King...) ci dirigiamo verso i giardini di Tivoli al di la della Radhuspladsen, piazza che ha appena ospitato il MTV Music Awards e sulla quale si staglia il "Københavns Radhus", il municipio. Tivoli è uno dei più antichi parchi divertimento d'Europa. Non siamo entrati per via dei costi esorbitanti di qualunque cosa abbia a che fare con la Danimarca (e che non sia la birra...). Passando davanti al Museo Nazionale, alla Christiansborg (la piazza e il palazzo del parlamento), alla Børsegade (la via del palazzo della Borsa) giungiamo al castello di Røsenborg, al secolo uno dei palazzi di Cristiano IV, oggi sede del museo del tesoro reale e del tesoro stesso. Nel parco abbiamo ammirato la statua di Hans Christian Andersen. Ultima meta della giornata: The Long John, un tipico Jazz Pub dove gustando degli ottimi Smørrebrød accompagnati da un'ottima birra abbiamo ascoltato un concerto live di Dixieland, suonato da un gruppo locale.
Il resto della serata? la cena alla Red House (fusilli con sugo a base di chili preparato dal tatta) e una visita ad un databar del DTU: delle enormi aule attrezzate con computer, dove grazie al badge degli studenti si può accedere e lavorare ventiquattr'ore al giorno. Ne sa qualcosa il Tatta, che ieri sera ha giocato a calcetto con Garrett l'Americano (ed ha pure perso), ha iniziato a lavorare ad un progetto alle 2 di notte per finire alle 6... e alle 7.30 la sveglia ci ha buttato giù dal letto per... la prossima puntata del diario!

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Diario di viaggio, 1

Ciao a tutti!
Premetto che non so quanto riuscirò a scrivere: ho sotto le mie dita una tastiera danese, e per di più è quasi mezzanotte e mezza. Ebbene si: sono in un'aula computer dell'università e mentre scrivo Tatta e Marazzi stanno sfidando Garret a calcetto. Ma andiamo con ordine.

Tutto cominciò a... Malnate!
Io e Mark domenica abbiamo deciso di raggiungere Malpensa in treno: grazie al malpensa express spendi tutto sommato poco (6 €) e raggiungi l'aeroporto in modo sicuro e (quasi) esente da rischi... difatti se si esclude che le ferrovie sono italiane, la probabilità che si verifichi un'incidente sulla rete ferroviaria è minore che quella di trovare coda sull'autostrada. Così, alle 7.45 di una mattina di Dicembre ci ritroviamo nella stazione delle Nord a Malnate diretti verso... Copenhagen! Ma it doesn't matter, (espressione che tatta ha detto in due giorni credo ottomila volte, volta più volta meno...) perchè l'importante è arrivare in stazione a Malpensa. Strano ma vero i treni sono puntuali e arriviamo a Malpensa. Dov'è l'inghippo? Sull'aereo il comandante prima del taxi fino alla pista dice che avremo un ritardo di circa 15 minuti perchè... c'è coda sulla pista!
Comunque risolto quest'impiccio, decolliamo e dopo un volo di circa un'ora e 50 minuti (durante il quale dal finestrino si vedono solo nuvole, nuvole e ancora nuvole) atterriamo a Copenhagen. Il tempo è più o meno come quello che abbiamo lasciato in Italia: cielo plumbeo e alcune goccioline di nebbia in sospensione. In aeroporto abbiamo subito due importanti conferme: 1- i nostri bagagli sono arrivati sani e salvi, 2- Tatta is still alive! Abbiamo faticato a riconoscerlo sotto la sua barba incolta, se non fosse stato per la sua mitica giacca blu della "Berghaus"!
La giornata è proseguita tranquilla: dopo un pranzetto al burger king (in aeroporto), abbiamo raggiunto la mitica Red House a Lyngby [si pronuncia come si pronuncerebbe in tedesco löngbö](un tratto in treno, un tratto in bus e un tratto a piedi; ma non c'è da spaventarsi, qui i trasporti sono efficientissimi e per prendere treno/metro/bus esiste un unico tipo di biglietto... sarà argomento di trattazioni future...) dove Tatta ci ha presentato ai suoi simpaticissimi coinquilini: Adrian lo Svizzero, Garret l'Americano, Louis lo Spagnolo e Jacek il Polacco. Dopo una breve visita alla DTU siamo tornati alla Red House dove Io Mark e Tatta abbiamo preparato i pizzoccheri! Avete presente mission impossible?
  1. in Danimarca non credo esistano le coste (o quanto meno non esistono al supermercato)... e ho messo la verza. Fin qui tutto normale
  2. in Danimarca non esiste ovviamente il Casera della Valtellina... ho usato il Fløde Aværti...
  3. nella Red House non esiste una pentola in grado di accogliere pizzoccheri-verze-patate-acqua-e-sale per più di quattro persone! Risultato: usiamo tre pentole dividendo in parti uguali verze, patate e pizzoccheri. Ovviamente inutile dire che nella Red House non esiste la bilancia

Comunque che ci crediate o no, i pizzoccheri erano veramente spettacolari! Parola di comaschi D.O.C.! (Certo, l'Americano sarebbe stato poco attendibile...)

La serata è proseguita con una mangiata di pane e salame (il secondo portato dall'italia, il primo era plastica made in taiwan...) e con una bevuta di un buon genepì. Successivamente stanchi morti siamo andati a nanna. Per la prima volta dopo mesi, tatta non ha bevuto birra durante il giorno, e per la prima volta (credo) nella sua vita ha dormito per più di tre ore di fila...

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Lourdes 2006

21 - 25 Agosto 2006
8° pellegrinaggio del Ticino a Lourdes

Come ormai da 5 anni a questa parte, presenzio al pellegrinaggio come organista ufficiale delle celebrazioni. Un ricordo sempre più bello.


Aggiunta del 26-08:
Trovo questo sito su internet cercando informazioni su Alain Chérel (il trombettista nella foto), e subito scrivo al proprietario del blog:
Anche io come te sono andato a Lourdes, per la precisione sono tornato a casa oggi pomeriggio alle 15 dopo 5 giorni di pellegrinaggio. Mi chiamo Stefano e ormai da 5 anni sono l'organista ufficiale del pellegrinaggio della Svizzera Italiana a Lourdes (io sono di Como, ma gli organisti italiani, in Svizzera, sono ambiti).

Ho conosciuto anche io sia Jean-Paul Lecot che Alain Cherel (non ho avuto il coraggio di chiedergli una foto insieme, ma ho l'autografo del primo).
Di Lecot mi ha colpito la grande umiltà, l'umanità e la grande capacità di ascoltarti, nonostante tu sia solamente una delle venticinquemila persone che ogni giorno transitano per la basilica sotterranea. Del maestro Cherel invece ha colpito la capacità di regalare sorrisi... magari facendo gesti strani dirigendo, facendo smorfie buffe nelle pause durante i duetti organo e tromba con Lecot, e la grande energia che mette nella musica. Quando suona il suo trombino in MIb diventa rosso come un peperone!

Ecco, questa è la mia esperienza di lourdes, un luogo che nel mio cuore ha un posto speciale!
Grazie per avermi ascoltato!
e ottengo stamattina questa risposta, che pubblico volentieri
Ciao! Sono contento che qualcuno nel web, conosca e apprezzi quelle due personalità musicali e umane di Jean-Paul e Alain.
Tra noi ormai si è instaurato un rapporto di amicizia e stima. Ma vado dall'inizio.
Sono stato a Lourdes la prima volta nel pellegrinaggio nazionale dell'unitalsi del settembre del 2003. Nella mia sottosezione dell'unitalsi abbiamo formato un coro giovanile che è stato invitato, dal presidente nazionale, a partecipare a tutte le celebrazioni del pellegrinaggio. Io mi sono portato dietro la tromba...
E lì ho conosciuto Alain Cherel... appunto con il suo modo di fare, solare, sempre allegro... io lo definisco un "Contento" una di quelle persone che ti trasmettono voglia di fare e simpatia.
Lecot, invece, al primo impatto, mi fece un pò di timore... perchè sembra così... ma poi si è rivelato tutt'altro... lui ha preso degli ordini... che non mi ricordo, penso sia frate... o quant'altro... comunque è ordinato.
Bene quell'anno ho suonato a tutte le messe, a tutte le processioni eucaristiche (anche quelle degli altri pellegrinaggi) alle processioni aux flambeaux, e cosa straordinaria, Alain veniva a sentirmi nelle messe in cui non doveva presenziare... quelle dedicate al nostro pellegrinaggio.
Con Alain è nata veramente una amicizia. Ci siamo scambiati gli indirizzi, e mi manda le partiture a casa prima di partire per ogni pellegrinaggio... l'anno scorso mi ha venduto una tromba sua a un prezzo stracciato...
L'anno dopo ho iniziato ad organizzare, grazie al contatto che ho con Alain, un loro viaggio da me a Udine... e loro hanno accettato con cuore, sono venuti da noi nel novembre 2005, per tre giorni.
Hanno eseguito un concerto in duomo a udine, e una messa l'indomani, con il nostro coro, tutti i malati, e l'arcivescovo.
Anche quest'anno sono tornato a lourdes, e con lo stesso spirito di sempre mi accolgono, mi fanno suonare... come muove le mani Jean-Paul su quell'organo, non le muove nessuno... come sceglie lui i registri di quell'organo immenso... che belle emozioni!
Beh... potrei stare ore a parlare di loro e delle cose che abbiamo fatto nei giorni che sono venuti qui da me.
[...]

Bene...
Un saluto e una preghiera alla vergine bianca!

F. R.

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Pensieri, parole, opere

Opere.
Ieri sono andato a trovare i ragazzi del Campo Scuola, a Camperio.
Il famoso "primo turno" al quale non ho partecipato. Sono partito alle 6.20 da casa per essere su alle 7.30 (stavano ancora facendo colazione) e poterli accompagnare in passeggiata. Partiti dall'alpe Casaccia, siamo arrivati al Passo delle Colombe (circa 2300 metri di quota) dopo due orette di cammino. Io e il Fünch ovviamente non riusciamo a stare più di trenta secondi fermi nello stesso posto, così dopo aver rimesso le calze e le scarpe ci siamo inerpicati ancora fino al Passo dell'Uomo, in una valle vicina. Non è granchè come valle e nemmeno come passo... troppo caldo, afoso e brullo...
Alla sera mi sono fermato a cena con i ragazzi, per evitare di affrontare l'autostrada con la mitica Y10 senza condizionatore. Dopo cena i saluti agli animatori e alla Sabry (bravi ragazzi, state facendo un ottimo campo!) e la partenza. Arrivo a casa alle 10 in punto dopo un'ora e un quarto di viaggio.

Parole.
Tantissime, quelle ascoltate da una quarantina di persone in una giornata. Molte, quelle che racconti e che ti fai raccontare: dal don, dagli animatori, dalla Sabry. Poche, quelle che lasciano il segno... poche ma micidiali, lapidarie, definitive. Come i bambini che ti chiedono "adesso ti fermi con noi?", "ma tu resti qui?", "fermati con noi almeno a cena".
Da alcuni ragazzi (quelli che hai da sempre in simpatia) certe domande puoi anche aspettartele, ma quando a chiederti certe cose sono alcuni ragazzi dai quali mai ti aspetteresti che vengano a chiederti se ti fermi qui allora ecco che cominci a riflettere.

Pensieri.
Giulia e Annachiara, avete provato in tutti i modi a convincermi a restare. C'è il letto nella stanza del don libero perchè lui è sceso a Parè... la colazione è buona e c'è la Nutella... stasera sei stanco ed è pericoloso metterti in viaggio... sta arrivando il brutto tempo fermati...
Ma non solo voi due... Anche la Sabry ci si è messa: "stasera senza il don sarà dura farli stare buoni"... "c'è un letto in più, ti diamo una maglietta e un paio di pantaloncini per la notte"...
Ma non solo voi tre... Tutto l'affetto che mi avete fatto sentire da quando sono arrivato (alle 7.30 mentre voi facevate colazione) fino al momento della partenza mi ha fatto pensare (certo, Giulia, proprio quando mi hai visto con la testa tra le nuvole mentre mangiavo la mozzarella coi pomodori... quando mi hai detto "ci stai pensando, eh?").
Mi avete fatto pensare, ed ho la conferma che è proprio vero che nel "campo del Signore" si gettano semi per 10 e si raccoglie per 100.
Auguro anche a voi di poter seminare e raccogliere la gioia che ieri mi avete dato.

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CAMPIONI DEL MONDO!!!

E' la risposta più bella a calciopoli: voglio vedere con che faccia qualcuno proverà ancora a dire che la Juventus (io non sono molto tifoso, ma è la squadra di famiglia per via delle mie sfegatatissime nipotine e dei miei sfegatatissimi cognati) ha vinto gli scudetti perchè ha comprato le partite. Ci mandassero in C, in D, pure nei dilettanti: i nostri uomini sono campioni del mondo! E sono i migliori. Alla faccia di Borrelli & C., e di tutti i moralizzatori di questo mondo.

E poi, fa sempre sommamente piacere sconfiggere quei boriosi dei francesi. A parte il fatto che senza africani potevano al massimo metter su una squadra di ping pong - altro che sport nazionale - la loro spocchia è talmente insopportabile che la nostra vittoria è praticamente doppia. E continuano a non capire, basta sentire le loro prime dichiarazioni: se Zidane è stato espulso, la colpa naturalmente è degli italiani che l'hanno provocato. Questo sta dicendo il loro Mister, quello che abbiamo visto in campo con giacca-cravatta-occhialini, il look adesso-vado-in-ufficio, che ha trovato pure il modo di farsi intervistare nell'intervallo fra il primo e il secondo tempo.

Domani ci sarà l'apoteosi con la squadra al Circo Massimo, e la vedremo in TV, soddisfatti ed orgogliosi.

Da notare il gran culo - diciamo la verità - di questo governo: adesso potranno anche mettere la tassa sui defunti, obbligare i tassisti a portare in braccio i clienti e istituire le quote gay oltre a quelle rosa. Non protesterà nessuno.

Ma adesso godiamoci la festa.

CAMPIONI DEL MONDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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PARTITI!

Ieri sono partiti verso Camperio i ragazzi del Campo Estivo del primo turno.

Non sono passato a salutarli perchè forse la lacrimuccia ci scappava: io li ho fatti tutti, i campi, da quando c'è Don Mario: dieci anni, per un totale di (se non vado errando) 20 campi scuola, tra primo e secondo turno.

Quest'anno... beh, non si può mica fare tutto... sarà il caso che preparo un esame per bene!

AH, MA NON FINISCE QUI! RAGAZZI ASPETTATEMI CHE ALMENO 2 GITE IN MONTAGNA CON VOI ME LE FACCIO!!

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Racconto di montagna

Racconto di una giornata speciale, passata in un posto speciale, con delle persone speciali...
beh, cosa c'è di strano?

Clicca qui per leggere il racconto

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Olimpiadi Invernali 2006

Visti gli ultimi sviluppi della situazione neve...

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Campi Scuola 05 - commenti

Iniziamo con questa versione provvisoria sul Blog.
Come post a questo thread (ma come parlo???) potete inviare i vostri commenti sui campi scuola di quest'anno!


Spero partecipiate numerosi!

See you soon!

Argante

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